Mirabello, ritorno di fiamma


MIRABELLO (FE), 16 AGO 2010 – Finiano clandestino. Non è una nuova canzone di Manu Chao, è quanto accadrà fra un paio di settimane a Mirabello, provincia di Ferrara, luogo che dal 1982 ospita la Festa del Tricolore, ovvero la kermesse nazionale del popolo della destra italiana. Secondo i suoi organizzatori, alcuni iscritti al Pdl e alcuni dirigenti locali del partito vicini a Gianfranco Fini avrebbero un po’ di timore a farsi vedere tra i partecipanti, per non parlare tra i volontari."Mi dicono: se vengo, vengo sotto mentite spoglie", ha spiegato una settimana fa Enrico Brandani consigliere comunale a Ferrara e tra coloro che stanno preparando la Festa. Come dire che possibili "ritorsioni" per chi non segue l’ala maggioritaria del partito sembrano farsi sentire anche in terra emiliana. Addirittura in questi giorni si è parlato di pressioni sugli sponsor. Un paio di quelli storici hanno deciso di non comprare alcuno spazio pubblicitario quest’anno. Della serie, se non ci pensa la crisi a mandare tutto all’aria, ci pensano i berluscones. Per non parlare del fatto che da evitare del tutto in questa edizione 2010 sono gli stand di cucine, visto l’"affaire tinello a Montecarlo" di cui tanto hanno parlato le cronache.Così come da evitare saranno le bottiglie di sangiovese con la scritta "Bevo nero perché non ho mai tradito". In che modo, se non come dei traditori, possono essere visti coloro che hanno aderito a Fil, Futuro e Libertà per Italia, ovvero il nuovo gruppo parlamentare capeggiato da Gianfranco Fini. E proprio "Festa del Tricolore del Futuro e della Libertà" è il nome assunto dalla manifestazione di Mirabello in partenza il prossimo 31 agosto. Un appellativo che cambia per il secondo anno dietro fila. L’estate 2009, infatti, scomparsa An, era stata la prima volta di una festa di tutto il Pdl. Per l’occasione, da "Festa del Tricolore", nome che era rimasto dalla prima edizione del 1982, la manifestazione si era chiamata "Festa del Tricolore della Libertà".Ora a organizzatori e volontari tocca di nuovo aggiungere una parola con tanto di preposizione. Una tendenza che se continua così fra qualche anno i volontari non sapranno più come attaccare lo striscione all’ingresso. Per ora il loro interrogativo è stato se dover appendere o meno le bandiere bianche e azzurre con lo stemma del Popole delle Libertà e la scritta "Berlusconi presidente". L’ordine di scuderia è stato di metterle, cercando di celare il più possibile le smorfie di dissenso.E se il nome si allunga, ad accorciarsi sono invece i giorni di dibattiti, gastronomia e intrattenimento: da due settimane si passa a una. Il motivo, secondo i promotori, è per non dare fastidio ora che la rassegna è tutta finiana, alla Festa regionale del Pdl che si tiene a Bologna a partire dal 6 settembre. A sentire i dirigenti pidiellini locali rimasti fedeli a Berlusconi, la ragione sarebbe invece l’essere commisurati alle dimensioni di una piccola corrente ("una festicciola" l’ha definita il coordinatore estense del Pdl Alberto Balboni).Gli occhi puntati sono tutti sull’appuntamento di domenica 5 settembre, per il discorso conclusivo del presidente della Camera. Proprio da Mirabello potrebbe essere annunciata la nascita del partito di Futuro e Libertà, con tanto di lancio di programma. A quel punto sarà finalmente tempo di cambiare quelle fastidiose bandiere.

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