Mille in piazza aspettando il 1° luglio


BOLOGNA, 29 GIU. 2010 – Erano in mille ieri sera i bolognesi che hanno deciso di dire no alla legge bavaglio. Si sono riuniti in piazza santo Stefano in quella che può essere conisderata la prova generale della manifestazione nazionale in programma giovedì 1° luglio a Roma e in altre undici città italiane per difendere la libertà di informazione, messa in pericolo dal disegno di legge sulle intercettazioni in discussione in Parlamento.Protagonista della serata di protesta è stato il giudice Antonio Ingroia, che dal 1987 ha lavorato a fianco di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e oggi ricopre la carica di procuratore aggiunto della Procura distrettuale antimafia di Palermo. "I risultati più importanti raggiunti negli ultimi dieci anni nella lotta alla mafia – ha detto Ingroia – sono legati alle intercettazioni. Combattere la criminalità organizzata senza questo strumento diventerebbe più difficile e la mafia è ormai un fenomeno che non ha latitudine". Con lui sul palco, a rappresentare i giornalisti, c’era anche Giovanni Rossi della Fnsi. Che ha spiegato come la federazione abbia "fatto delle proposte di modifica, ma il nostro obiettivo è che venga abbandonato un progetto che limita il diritto di cronaca". Il tempo però stringe, visto che proprio oggi cominciano le audizioni in commissione giustizia alla Camera e entro breve a Montecitorio verrò presa una decisione definitiva sui tempi di approvazione della legge. La manifestazione di ieri è arrivata infatti dopo lo sciopero bianco che ha visto impegnati i magistrati bolognesi la scorsa settimana. E, oltre all’appuntamento del primo luglio, precede il blackout dell’informazione deciso dal mondo della stampa nelle giornate di giovedì 8 luglio, quando si fermerà la carta stampata, e di venerdì 9 luglio, quando ad incrociare le braccia saranno invece i giornalisti della Tv.

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