ECCO IL PROGETTO “PIU’BORSA ” PER LE PMI


MILANO 27 MARZO Consob, Abi, Aifi, Assirevi, Assogestioni, Assosim, Borsa Italiana, Confindustria, Fondo Italiano d’Investimento e Fondo Strategico Italiano hanno dato vita oggi al progetto “PiùBorsa” tramite la sottoscrizione di un memorandum d’intesa contenente impegni e misure volte a promuovere una comune linea d’azione per lo sviluppo del mercato mobiliare nazionale. Il progetto potrà rappresentare un utile punto di riferimento per tutte le imprese interessate.Il memorandum è il primo risultato del gruppo di lavoro "Ammissione alla quotazione delle PMI: interventi di incentivazione, ruolo dei mercati e degli operatori", costituitosi il 7 marzo 2012, su proposta di diversi partecipanti al mercato e sotto il coordinamento della Consob. L’obiettivo era quello di redigere proposte intese, da un lato, ad assistere le Pmi in un percorso di apertura al mercato del capitale di rischio e, dall’altro, ad incrementare l’interesse degli investitori istituzionali nei confronti di questa categoria di imprese. Hanno partecipato alle attività del gruppo di lavoro anche l’Università Bocconi e la Fondazione ResPublica.L’iniziativa è nata dalla constatazione del sottodimensionamento della Borsa italiana, che la crisi finanziaria degli ultimi anni ha reso ancora più grave. Nel corso del 2012 il numero di società quotate sul MTA è sceso da 263 a 255, mentre la capitalizzazione di Borsa, a fine 2012 pari a 364,1 miliardi di euro, rappresenta una quota modesta del Pil nazionale (circa il 22%), molto distante da quella registrata in altri Paesi comunitari (oltre il 110% in UK1 e circa il 56% in Francia2). In questo contesto si conferma una consolidata avversione delle Pmi italiane verso il mercato del capitali: le Pmi, che costituiscono la parte preponderante del tessuto produttivo del nostro Paese (oltre il 77,5%), continuano a rappresentare, infatti, solo una percentuale ridotta (appena il 16,4%) delle società quotate, risultando fortemente sottorappresentate in Borsa rispetto al loro ruolo nell’economia.

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