BORSA- 2011 ANNO ORRIBILE


MILANO 2 GENNAIO La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo, accelerando nel finale, l’ultima seduta dell’anno. Il 2011 non è stato però un anno da ricordare per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che da inizio anno ha perso oltre il 25% del suo valore. Per una volta sono arrivate parole rassicuranti da Berlino. Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, ha infatti dichiarato che nell’arco dei prossimi 12 mesi si attende una stabilizzazione della crisi del debito ritenendo al momento che è da escludere l’ipotesi di una disgregazione dell’area euro. Sul mercato obbligazionario è rimasto elevato il differenziale di rendimento tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco. Lo spread Btp-Bund si è infatti attestato a 525 punti base e il rendimento del bond decennale al 7,07%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,22% a 15.089 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,17% a quota 15.850.Bene il comparto bancario ad eccezione di Bper che è scivolata nelle ultime posizioni del paniere principale con un ribasso dello 0,72% a 5,53 euro dopo aver annunciato di aver riaperto fino al 5 gennaio i termini relativi alle Offerte pubbliche di scambio (Ops) sulle controllate (Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Banca Popolare del Mezzogiorno, Banca Popolare di Aprilia, Banca della Campania e Cassa di Risparmio dell’Aquila). Positivi gli altri titoli del settore: Monte dei Paschi ha guadagnato lo 0,76% a 0,251 euro, Popolare di Milano l’1,59% a 0,306 euro, Banco Popolare il 2,35% a 1 euro, Ubi Banca lo 0,89% a 3,166 euro, Intesa SanPaolo lo 0,15% a 1,294 euro, Unicredit lo 0,16% a 6,42 euro. Acquisti anche sulla galassia Agnelli: Exor ha guadagnato il 2,98% a 15,55 euro, Fiat Spa l’1,66% a 3,55 euro, Fiat Industrial l’1,38% a 6,62 euro. “Guardiamo a questo importante asset senza pregiudizi. Potremmo immaginare un disinvestimento, a patto di poterlo valorizzare al meglio”. Così Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, parlando di Snam Rete Gas in un’intervista rilasciata questa mattina a Il Sole 24 Ore. “Non si tratta di una novità visto che Scaroni aveva già indicato in precedenza la CDP come il principale candidato per l’acquisto del controllo di Snam”, ha scritto Equita nella nota odierna spiegando però che la difficoltà dell’operazione “sarebbe come articolare il passaggio del controllo, con CDP che dovrebbe spendere 3,5 miliardi di euro ai prezzi correnti per il 30%”. Le parole di Scaroni non hanno eccessivamente scaldato il titolo Snam che però ha strappato un progresso dello 0,12% a 3,402 euro. Decisamente meglio Eni che ha guadagnato l’1,46% a 16,01 euro. In Libia, ha dichiarato Scaroni, “non abbiamo ragioni per pensare che non si possa tornare alla piena produttività entro giugno 2012. In ogni caso siamo già soddisfatti di aver recuperato l’80% della produzione, nessun altra compagnia c’è riuscita”. Enel Green Power ha lasciato sul parterre lo 0,86% a 1,614 euro nonostante l’annuncio di aver concluso il 2011 raggiungendo l’obiettivo di capacità organica addizionale installata comunicato ai mercati. “Con oltre 880 MW di nuova capacità installata nel corso dell’anno, Enel Green Power con un business integrato a livello internazionale, conferma la sua leadership nel settore”, si legge nella nota diffusa ieri sera dalla controllata verde di Enel.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet