GECO 2001 Crisi/ Legacoop: cooperative reggono meglio delle imprese private


MILANO 14 GENNAIO Il modello cooperativo ha fatto registrare nella fase critica della crisi risultati migliori, sotto il profilo economico e sociale, rispetto all’organizzazione produttiva tipica dell’impresa privata. E’ quanto sostiene la Legacoop sulla base di una ricerca effettuata dalla Fondazione Nord Est su un campione rappresentativo della cooperative aderenti alla Lega stessa e presentata durante la prima delle giornate dell’economia cooperativa Geco. L’80% delle cooperative prevede infatti una sostanziale tenuta dei propri occupati e il 10% un aumento, a fronte di circa il 6% che prevede invece una diminuzione. Dati in base ai quali la realtà cooperativa mostra di avere assorbito gli urti della crisi con un minor livello di sofferenza rispetto a quello dell’imprenditorialità privata. “Il lavoro – osserva Giuliano Poletti, presidente di Legacoop – è un asset fondamentale della cooperative; in cooperativa, infatti, i lavoratori sono, per la stragrande maggioranza, anche soci-proprietari dell’impresa ed è quindi naturale che la tutela dell’occupazione sia un obiettivo centrale”. Le cooperative, sottolinea il presidente di Legacoop, “non delocalizzano, non possono e non vogliono farlo”. Legacoop lancia infine oggi da Milano il progetto “Cooperative di comunità” che si prefigge di “mantenere vive e valorizzare comunità locali a rischio di deperimento o di estinzione, nella quali né la mano pubblica né l’imprenditoria ordinaria sono in grado di assicurare da sole i servizi e le occasioni di lavoro necessarie”. Il mezzo sarà una rete di cooperative di diffondere in tutte le regioni d’Italia. I primi protocolli di collaborazione sono stati avviati con l’Associazione dei Borghi autentici, che rappresenta oltre 150 Comuni del Paese, e con FederlegnoArredo che rappresenta le aziende della filiera legno in Confindustria.

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