Mhybus, il bus a idrogeno e metano piace ai coreani


Conclusa con successo la fase di sperimentazione di un anno a Ravenna, il progetto Mhybus, primo mezzo pubblico di trasporto urbano in Italia alimentato a idrogeno e metano, è ora pronto per essere applicato su larga scala. I risultati del test hanno evidenziato che, rispetto a un normale bus a metano, Mhybus ha consumato il 13% in meno di carburante e ha ridotto del 15% le emissioni di CO2. Al progetto, che ha l’obiettivo di rendere più ecosostenibile la mobilità sui mezzi pubblici urbani, hanno partecipato Regione Emilia-Romagna, Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale, Enea, Start Romagna, azienda per il trasporto pubblico locale, e Sol, gruppo specializzato nella produzione, ricerca applicata e commercializzazione di gas tecnici.
“Questo progetto – ha detto Alfredo Peri, assessore regionale ai trasporti della Regione Emilia-Romagna – ha avuto valore di apripista, oltre che per gli aspetti tecnici, per la definizione delle procedure relative all’omologazione di un nuovo tipo di veicolo da utilizzare per il trasporto pubblico. Mhybus fa parte delle strategie che la Regione ha attivato per un trasporto pubblico più sostenibile. Un progetto – prosegue l’assessore Peri – che si è rivelato vincente per il bacino di Ravenna, dove è presente un impianto a idrogeno ad alta efficienza che può essere utilizzato per la miscela. E’ un esempio di soluzione che contrasta il cambiamento climatico e migliora la qualità dell’aria pensata ad hoc per il territorio”.

“Grazie a questi risultati – commenta Stefano Valentini di Aster – la circolazione dei mezzi pubblici può diventare veramente ecosostenibile e senza significativi aggravi dei costi di gestione del parco autobus delle aziende di trasporto. I costi per modificare e far circolare una flotta di 10 autobus a idrometano ammontano complessivamente a 210-218 mila euro con un incremento di circa 800-1000 euro l’anno rispetto a un normale bus a metano ma riducendo in compenso le emissioni di CO2 di quasi 60 tonnellate su una percorrenza di 45.000 km a veicolo.”

Il successo del progetto di Mhybus ha valicato non solo i confini regionali dell’Emilia Romagna ma anche quelli continentali, attirando l’interesse della Korean Gas Safety Corporation, società specializzata nelle tecnologie di sicurezza sui gas. La KGS ha preso contatti con il team che ha lavorato su Mhybus per approfondire diversi aspetti legati all’idrometano e alla sperimentazione, quali la sicurezza, la normativa, le fasi di sviluppo del veicolo prototipo e i risultati ottenuti dai test su strada. KGS sta ora avviando a Seoul un analogo progetto di sperimentazione su una flotta di 10 autobus alimentati a idrometano.

Il progetto Mhybus, cofinanziato dal Programma Europeo LIFE+, ha seguito diverse tappe. In primo luogo è stata definita la composizione ottimale della miscela idrogeno (15%) e metano (85%), quindi si sono effettuate le prove a banco motore per ottimizzare la centralina elettrica del motore del bus originariamente alimentato a metano. È stata anche realizzata una speciale stazione di rifornimento all’interno di uno degli stabilimenti del gruppo Sol. Dopo aver ottenuto le autorizzazioni ministeriali, è stato avviato il test su strada a Ravenna. Il veicolo utilizzato nel progetto è un Breda MenariniBus (M231/GV Vivacity CNG) con motore Mercedes, modificato poi per l’alimentazione a idrometano.

Da novembre a dicembre 2012 l’autobus è stato testato su un percorso di prova predefinito per una percorrenza di 5000 km e da gennaio a settembre 2013 è stato autorizzato in via sperimentale alla circolazione con passeggeri a bordo. L’autobus è stato impiegato da START Romagna lungo la linea 8 di Ravenna, percorrendo in media 212 km giornalieri, per oltre 45.000 km complessivi e trasportando oltre 10.000 passeggeri, informati della peculiarità del veicolo da pannelli informativi presenti a bordo. I test effettuati sul motore del bus, prima e dopo la sperimentazione su strada, presso il CNR Istituto Motori di Napoli, e validati dal CPA di Bologna, hanno accertato che l’utilizzo dell’idrometano non ne ha alterato in alcun modo l’efficienza.

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