Mgc Componenti, Fiom Bologna lancia l’allarme liquidazione


BOLOGNA, 18 MAG. 2009 – Dalla cassa integrazione alla chiusura, con 51 dipendenti – tra cui una trentina di donne sui 40 anni – senza lavoro. E’ quello che rischiano nei prossimi mesi i lavoratori della Mgc componenti, azienda di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, che produce componenti per ponti radio per gruppi come Alcatel. A lanciare l’allarme è la Fiom-Cgil di Bologna, a pochi giorni di distanza dalla stessa denuncia sollevata dalla Fim-Cisl. In un incontro-stampa a Bologna, il sindacato dei metalmeccanici ha ricostruito la vertenza sindacale ricordando che si tratta di un’azienda storica del Bolognese – a fine anni ’70 contava circa 180 dipendenti – contrassegnata nel tempo da molti passaggi, scorpori, acquisizioni. Ex Teleinvest, diventata Telelettra, fu infatti successivamente acquisita da Fiat e ceduta ad Alcatel, che ne ha esternalizzato un ramo passando al gruppo "M.F.Componenti", che ha un’altra sede a Maddaloni (Caserta) dove è stata avviata la procedura di mobilità per un centinaio di dipendenti. L’anno scorso, ha continuato la Fiom, lo stabilimento di San Giovanni fu ceduto in affitto a Marco Giovanni Carle, un privato che, dopo un buon inizio, a fine marzo ha denunciato un calo degli ordinativi e l’avvio della cassa integrazione prevista fino al 12 maggio. Secondo Eugenio Martelli, delegato Fiom nell’azienda, all’incontro si è però presentato il liquidatore, che ha riferito dell’intenzione del titolare di recedere dal contratto di affitto. "Se questa fosse una decisione definitiva, questo pezzo di azienda finerebbe nella liquidazione più ampia del gruppo M. F.", ha denunciato Martelli, auspicando che al prossimo incontro con la proprietà, previsto per venerdì, "prevalga il senso di responsabilità dell’imprenditore e ci sia trasparenza".

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