Mezza crisi diplomatica Italia-San Marino


SAN MARINO, 22 LUG 2009 – Un mandato di perquisizione per a sede diplomatica di San Marino a Rimini sta provocando tensioni senza precedenti tra l’Italia e la piccola repubblica del Titrano. La Guardia di Finanza di Roma ha consegnato ieri nel tardo pomeriggio al console di San Marino a Rimini, Maurizio Battistini, "un mandato di perquisizione nei confronti di una persona domiciliata fiscalmente presso il Consolato, che detiene alcune società a San Marino". Lo ha reso noto in serata il Governo della piccola Repubblica, smentendo voci circolate secondo le quali nella sede del consolato, dove si sono recate verso le 18, le Fiamme Gialle avrebbero compiuto una perquisizione."La domiciliazione fiscale presso il Consolato di Rimini – ha osservato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Antonella Mularoni – è una prassi conforme ad una circolare del 2001, prevista dall’Agenzia delle Entrate e concordata con l’ Agenzia delle Entrate di Rimini". "Mi auguro – ha aggiunto – che si tratti di un equivoco interpretativo, in quanto presso la sede consolare è custodita esclusivamente la pratica di acquisizione del domicilio fiscale in Italia per le nostre aziende che operano in territorio italiano, così come gli elenchi delle società domiciliate, e non, invece, altri documenti di natura economica". Mularoni ha manifestato forti dubbi sulla legalità delle misure intraprese dalle Fiamme Gialle: "San Marino – ha detto – è sempre stata disposta a collaborare nel rispetto della legge e rileviamo comportamenti al di fuori delle regole, privi di ogni fondamento".Il Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio, Gabriele Gatti, ha aggiunto che "in casi come questi, di intollerabile abuso di potere, la nostra statualità deve sempre essere difesa e le regole rispettate, non solo dal nostro Stato, ma anche dall’Italia". In ballo – è stato fatto presente – c’è una rogatoria internazionale partita dal Tribunale di Roma nel febbraio 2009 ed evasa dal Tribunale sammarinese in due tranche, in primavera e nel giugno scorso. L’Esecutivo ha già allertato gli interlocutori italiani – l’Ambasciatore d’Italia, il Ministero delle Finanze e la Farnesina – per la richiesta di chiarimento "rispetto ad un attacco ingiustificato e pretestuoso, di cui non sussistono motivazioni attendibili e che – ha rilevato il Segretario degli Esteri – ci auguriamo sia dettato dalla buona fede".

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