Messa in sicurezza. “Servono regole non troppo rigide”


©Trc-Telemodena8 GIU. 2012 – L’intento non è polemico: in serata si aspettano i dettagli attuativi di un decreto che molte imprese definiscono "tempestivo", quello portato fisicamente dal presidente Napolitano ai terremotati nella giornata di ieri. Decreto che promette di offrire parametri concreti alle imprese della bassa per ritornare al lavoro, adeguando i capannoni alla normativa antisismica del 2003 per almeno il 60%. Ma cosa significa il 60%? E’ quello che i tecnici della Provincia di Modena stanno cercando di definire anche in questo momento assieme all’Assessore provinciale alle infrastrutture Egidio Pagani, in attesa che l’Assessore regionale, Gian Carlo Muzzarelli, faccia visita nelle zone colpite dal sisma oggi nel tardo pomeriggio. Dalla concertazione di oggi le imprese si aspettano molto.L’interesse di molte imprese ruota attorno al cosiddetto "adeguamento minimo" per chi ha subito danni contenuti e quindi potrebbe anche tornare subito al lavoro: consiste nell’applicazione di cerniere, tiranti e bulloni per consolidare provvisoriamente le strutture in attesa di lavori più radicali da compiere nel tempo. In mattinata il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari ha già sottolineato la necessità di "ammorbidire" i requisiti di sicurezza per le imprese che non hanno subito danni, "La sicurezza non si discute ma l’articolo 3 del decreto è troppo rigido". La bassa, in poche parole, vuole ripartire al più presto. E per farlo aspetta solo il decreto.

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