Messa in sicurezza degli edifici. Fare presto e bene


© Trc TelemodenaMODENA, 13 GIU. 2012 – Sicurezza prima di tutto, su questo nessuno ha dubbi. Ma c’è anche la necessità di far ripartire il prima possibile le attività nella Bassa dove il terremoto ha provocato più danni. Per questo il Consiglio nazionale degli ingegneri, di cui fa parte il presidente provinciale dell’ordine degli ingegneri modenesi, Augusto Gambuzzi, ha elaborato uno specifico documento da seguire durante le verifiche per rendere agibili il prima possibile i fabbricati danneggiati, seguendo le norme vigenti e raggiungendo il livello di sicurezza stabilito dal decreto.In regione sono state già svolte circa 7mila verifiche, il 33% degli stabili è totalmente inagibile. La strategia ora si divide in due fasi: rimuovere parti pericolanti o cause di crollo per permettere di accedere alle strutture e poi l’avvio delle opere necessarie alla totale messa in sicurezza. Il documento, che ha l’obiettivo di snellire la parte burocratica, dà specifiche su fondamenta, pilastri, travi, scaffalature interne e pannelli di tamponamento, lasciando però ai professionisti una certa autonomia progettuale.E sulla ricostruzione interviene anche la Cisl, preoccupata dell’arrivo in zona di imprese sconosciute che promettono lavori a prezzi stracciati. Il sindacato teme sia possibili infiltrazioni mafiose sia interventi non all’altezza. “In questo momento – spiega il segretario provinciale di Filca-Cisl, Domenico Chiatto – è meglio affidarsi alle imprese regolari del territorio, sicure, affidabili e con i mezzi adeguati ad affrontare il dopo sisma”.

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