Mercato immobiliare. E’ stato un 2008 nero e il 2009 sarà anche peggio


BOLOGNA, 20 MAR. 2009 – Il settore immobiliare non fa eccezioni e in un contesto di crisi economica generale registra un andamento 2008 dal segno negativo. E per una possibile ripresa si dovrà aspettare il 2010. Le compravendite di abitazioni sono infatti calate del 15,1% (-120 mila fra il 2007 e il 2008), quelle degli uffici del 15,5%, con un calo dell’11,7% per il comparto commerciale e dell’8,7% per gli immobili produttivi. La fotografia del settore è stata scattata da Nomisma che ha presentato il I Rapporto sul mercato immobiliare 2009 su un campione di 13 aree urbane intermedie.La riduzione più marcata delle transazioni è avvenuta, in particolare, a partire da ottobre dell’anno scorso, a seguito del fallimento Lehman Brothers. A risentirne anche i prezzi, seppur senza i crolli registrati in altri mercati europei e negli Usa, che per la prima volta in un decennio sono calati del 2,2% per le abitazioni nuove, del 2,4% per le abitazioni usate, dell’1,5% per gli uffici, del 2% per i negozi e dell’1,9% per i capannoni. Tra le città rilevate da Nomisma, ci sono Modena, con una riduzione dell’1,5% dei prezzi delle case e Parma, con un meno 1,7. Cali, dunque, più contenuti rispetto al 2,2% della media nazionale. Quelle del 2008 sono le prime variazioni negative dal 1998. Si allungano inoltre i tempi di compravendita: l’anno scorso sono serviti in media 6-7 mesi per vendere un’abitazione con sconti applicati, in fase di contrattazione, attorno al 12% per l’usato e di quasi il 9% per il nuovo."Il rallentamento del primo semestre 2008 è oggi diventato una frenata – ha detto il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini – sul finire dell’anno le compravendite sono arrivate a toccare il -20%". A preoccupare gli addetti del settore è anche la riduzione del fatturato del mercato immobiliare, che è stimata in un 14,2% tra il 2007 e il 2008 e del 12,2% fra l’anno scorso e quest’anno. "Il mercato potrebbe passare dai 138 miliardi del 2007 ai 104 alla fine del 2009 – ha spiegato Tamburini – a questi dati si va ad aggiungere la stima di flessione degli investimenti nel settore costruzioni, del 2,3% per il 2008 e del 6,8% per il 2009".In un calo complessivo delle compravendite cresce però di circa sette punti la percentuale di acquirenti (persone fisiche) che decidono di non ricorrere ad alcun tipo di finanziamento per l’acquisto della casa ma che attingono a liquidità (il 57,3%). Le previsioni per quest’anno, secondo il centro studi bolognese, parlano di un’ulteriore flessione nell’ordine di un 8-10% delle compravendite (che si attesterebbero attorno alle 620-630mila unità). "Per una stabilizzazione del mercato e una possibile ripresa bisognerà attendere il 2010 – ha aggiunto Tamburini – nel frattempo va riattivata la domanda di consumi e di investimenti per rimettere in circolo denaro".Il piano casa del Governo, allo studio in questi giorni, potrebbe fungere da strumento "per il rilancio dell’edilizia purché sia attuabile subito", ha commentato il presidente di Nomisma. "Un piano di rilancio che non grava sulla spesa pubblica per essere efficace deve attivare fin da subito una ripresa degli investimenti – ha spiegato Tamburini – andrebbero messi in campo incentivi di carattere fiscale, ad esempio per il rifacimento degli impianti di riscaldamento o raffreddamento o per l’installazione di pannelli fotovoltaici".

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