Mercato immobiliare, compravendite mai così basse


BOLOGNA, 13 LUG. 2012 – Sembra una freddura, ma il settore immobiliare è immobile. Gli scambi di case, negozi e uffici sono in calo anche nel 2012. La conferma arriva dal secondo rapporto annuale stilato da Nomisma. Secondo il centro studi bolognese il livello delle compravendite è tornato a quello degli anni ’90. Se nel 2011 le compravendite erano scese sotto quota 600 mila (598.224), gli scenari per quest’anno oscillano tra le 529.306 (-11%), se la tendenza di inizio 2012 saranno confermate, e le 566.299 (-5,3%) se ci sarà un’inversione sul fronte del credito o su quello dei prezzi. Come ha sottolineato Luca Dondi, responsabile del settore immobiliare di Nomisma, infatti, a un così forte calo degli scambi, non è corrisposta una significativa diminuzione dei prezzi. Che scendono ma in maniera meno significativa rispetto al contesto.Nel primo semestre, si va da una diminuzione del 2,1% per i prezzi degli uffici al -1,6% di quelli dei negozi. In mezzo le abitazioni nuove e usate, i cui prezzi sono scesi rispettivamente dell’1,8 e del 2%. Male anche il tempo medio di locazione e il tempo di vendita, mai così lungo da quando l’istituto effettua le rilevazioni.A causare il calo delle compravendite, piu’ significativo dei prezzi che non scendono, é la difficoltà di accedere al credito. L’80,4% delle famiglie, infatti, per acquistare si rivolgerebbe alle banche. Un valore in crescita rispetto al 2011 quando erano il 5% in meno. Per il responsabile del settore di Nomisma, "a differenza di quello che si sostiene solitamente, l’aumento della selettività per la concessione dei mutui non è iniziato nel secondo semestre 2011, ma già nel 2009. Poi, questa tendenza si è radicalizzata ma il problema del credito in questo settore non è nato con l’aumento dello spread". Rispetto al picco massimo (tra gli anni 2004 e 2006), il numero delle compravendite di abitazioni nelle otto principali province italiane è sceso del 51,7% nei mercati provinciali e del 49,5% nei capoluoghi. Peggio sono andati gli scambi di immobili terziari e commerciali, letteralmente precipitati di 70 punti percentuali nei comuni capoluogo e del 68,6% in provincia.Una parte del rapporto è dedicata alla classe energetica delle case in vendita: una fotografia non confortante per quello che è il patrimonio immobiliare italiano. Meno del 15% degli immobili, infatti, appartiene alle prime tre classi. Per quanto riguarda le previsioni, infine, c’è un netto peggioramento rispetto a quelle presentate a marzo 2012: se a marzo era previsto un calo dei prezzi, per quest’anno, dell’1,6% per le abitazioni, del 2,1% per gli uffici e dell’1,7% per i negozi, le nuove stime parlano di cali, rispettivamente, di 3,5%, 4,4% e 3,5%. E le cose non miglioreranno nel 2013, con cali previsti superiori ai due punti percentuali.

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