Mercato immobiliare. Calano le compravendite, i prezzi no


29 GIU. 2011 – Una ripresa debole, e comunque a macchia di leopardo. Può essere riassunta così l’andamento delle compravendite di immobili in Emilia-Romagna. Acquisti e cessioni sono in flessione. I nove capoluoghi della regione hanno fatto registrare nel primo trimestre del 2011 un calo del 2,5% delle transazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A scattare la fotografia è l’ultimo rapporto dell’Agenzia del territorio. Una situazione che si presenta però con molte differenze da una provincia all’altra. Positive sono Bologna, Modena, Piacenza e Ravenna con aumenti rispettivamente del 5,7 , 2,8 , 5,5 e 4,7 per cento.A far decrescere la media regionale sono i dati di Ferrara e Forlì , dei veri e propri crolli: -21,3 e -22,4 per cento. Più moderata la flessione per Parma (-1%), Reggio Emilia (-4,8%) e Rimini (-5,8%). Secondo i numeri dell’Agenzia, quasi la metà delle case in Emilia-Romagna viene acquistata con mutui ipotecari stimolando una circolazione di capitali per un miliardo e 271 mila euro.Da sottolineare c’è il fatto che, nonostante le compravendite siano rimaste al palo, i prezzi non sono crollati, segno che i proprietari hanno preferito rinviare una vendita piuttosto che svendere. L’Emilia-Romagna rispetta un trend tutto italiano: al crollo delle vendite 2008-2009 è corrisposto un stop nei valori ma non un crollo, segno che i proprietari hanno preferito rinviare la vendita piuttosto che svendere. E ora i prezzi tornano a salire.Per quanto riguarda i dati del secondo semestre 2010, si registrano 26.086 compravendite in regione, 5.985 a Bologna e provincia. In calo rispetto allo stesso semestre 2009 del 0,5%, ma decisamente migliore rispetto alla media nazionale (-3,5%). A Bologna città si pagano in media 3.359 euro a mq, con picchi nella zona di collina di 4.755 e 2.816 in periferia. C’é molta richiesta di monolocali (unità fino a 2,5 vani) che sono il 7,6% delle 222.000 abitazioni presenti, ma rappresentano il 10,6% delle compravendite. La pezzatura di più di 7 vani rappresenta invece l’8,5% dello stock, ma solo il 5,6% delle vendite.A Modena, invece è la pezzatura media ad essere più richiesta: non a caso rappresenta il 43,8% delle 94.000 abitazioni cittadine, ma il 45,8% delle transazioni. Qui però il mercato è meno vivace rispetto al capoluogo regionale: il calo rispetto al semestre precedente è stato del 3,9%, in linea con quello nazionale del 3,5%. Nelle 3.908 compravendite, balza il +11,1% della bassa modenese, dove la dinamicità di Mirandola trascina in alto il numero delle contrattazioni sulla direttrice mantovana, cui fa da contraltare una generale debolezza di quella ferrarese.

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