Mercati cattivi e banche buone


24 NOV. 2011 – I mercati son cattivi. Da mesi infatti se la prendono coi titoli di debito italiani. Pensano che il belpaese non sia più in grado di onorarli. La conseguenza è che questi pezzi di carta valgono sempre meno, mentre crescono a vista d’occhio gli interessi che lo Stato deve corrispondere a chi li acquista. Le banche negli ultimi anni si sono riempite di Bot, Btp, Cct e via dicendo. Così che i loro bilanci devono ora tenere conto dell’esposizione verso un cliente, l’Italia, che forse non pagherà i propri debiti.Agli istituti di credito non è dunque parso vero che all’inizio del mese un tale Giuliano Melani abbia comprato una pagina sul Corriere della Sera per invitare gli italiani ad acquistare titoli di Stato. Un appello dallo scopo ambizioso: non svendere il Paese, ovvero mantenere il grosso del suo debito in casa. Da lì è nato una sorta di patriottismo combattuto col portafoglio titoli, alla quale hanno aderito semplici cittadini, imprenditori e parlamentari. Su questa scia si inseriscono i Btp Day, giorni in cui agli sportelli non vengono applicate commissioni d’acquisto a chi compra titoli di Stato. Loro, le banche, sì che sono buone. Così che il 28 novembre potranno sbarazzarsi di valori per loro indigesti. In quella data verranno ceduti infatti titoli già emessi.Mentre il 12 dicembre, secondo appuntamento dei Btp Day, gli istituti potranno sperare di comprare meno titoli dallo Stato. Quel giorno avrà infatti per oggetto i titoli di nuova emissione, ovvero quelli messi all’asta dallo Stato.

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