Meno riscaldamento globale, grazie al fritto


©Trc-TelemodenaMODENA, 6 LUG. 2011 – Produce oli alimentari per fast food e ristoranti, in tutta europa e non solo: prodotti alimentari certificati e controllati per la grande distribuzione. Forniture per 130mila tonnellate l’anno. Per Havi Logistics, azienda con sede a Bomporto, quegli oli alimentari non potevano andare sprecati nemmeno dopo l’utilizzo. Da qui l’idea di raccoglierli, una volta esausti, e trasportarli dalla friggitrice alla raffineria.In tre paesi – Inghilterra e Olanda oltre all’Italia – Havi recupera gli oli, li invia a un’azienda chiamata Oil B, e se li vede restituire sotto forma di biodiesel, poi utilizzati per rifornire gli automezzi. Un sistema che ha richiesto due anni di lavoro per essere implementato e ha superato numerose difficoltà, normative ma anche di diffidenza da parte degli autotrasportatori. Ma alla fine ha convinto tutti.Il sistema funziona: è ecologico ed economicamente conveniente, o quasi. Il risparmio non è ancora ampio: per ragioni normative – basti pensare che in Italia solo il 25% del carburante può essere di origine biologica – ma anche per resistenze politiche e culturali. Mancano gli incentivi già esistenti in altri Paesi per la produzione di questi carburanti.Havi Logistics si definisce “pioniera” del settore a livello europeo, in una direzione che – nell’era del Protocollo di Kyoto – tutti dovranno prendere, prima o poi.

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