Meno ore e meno insegnanti= meno scuola


31 AGO. 2010 – Si prepara la griglia di partenza per un altro anno di scuola tagliata modello Gelmini. La competizione per gli istituti di anno in anno si fa sempre più avvincente. Scopo del gioco è sopravvivere. Vince chi riesce a garantire un servizio il più possibile vicino alla normalità. E non è mica facile. L’anno scorso a fare notizia era il famoso maestro unico. La trovata che in un baleno ha smantellato un modello d’insegnamento maturato in decenni di esperienza e che tutto il resto d’Europa ci invidiava (le elementari erano il grado di scuola che meglio funzionavano in Italia). Quest’anno sarà invece ricordato per la "riforma" degli istituti superiori. Le virgolette sono d’obbligo, perché più che di ridisegnare in modo ragionato le materie d’insegnamento, la mano della Gelmini, giostrata dalle indicazioni di Tremonti, ha ritoccato solo aspetti che fanno risparmiare lo Stato. Basta dare un’occhiata ai cartelloni degli orari: negli istituti tecnici, per fare un esempio, le ore settimanali passano da 36 a 32.In questi giorni, come sempre tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, è in apprensione il mondo degli insegnanti precari. Tutti sono in fila per "prenotarsi" un anno di lavoro, che arriverà o meno a seconda della posizione in graduatoria.Nonostante la popolazione studentesca sia in aumento, anche in Emilia Romagna, come nel resto d’Italia, i posti nella scuola sono sempre meno. La richiesta dell’Ufficio scolastico regionale al ministero era stata di 350 nuovi insegnanti che avrebbero dovuto infoltire gli organici delle scuole di ogni ordine e grado. Da Roma la concessione era stata davvero col contagocce: solo 91 docenti in più. Qualcuno poi negli uffici del dicastero della Pubblica Istruzione deve essersi vergognato, visto che è notizia di oggi l’arrivo di altri 80 nuovi posti in organico assegnati all’Emilia Romagna. Posti che verranno destinati allo sdoppiamento delle classi numerose e alle scuole dell’infanzia le quali non avevano ottenuto nessuna assegnazione di nuovi insegnanti.Il ripensamento del ministero è una piccola boccata d’ossigeno per le scuole della regione. Di sicuro però non eviterà le proteste pronte anche quest’anno a caratterizzare i primi giorni di lezione. La prima iniziativa lanciata, sia dalla Flc-Cgil che dai sindacati di base, è una campagna che invita gli insegnanti a non accettare carichi aggiuntivi di ore. Un rifiuto che permetterebbe a un po’ di precari di poter ricevere qualche chiamata dagli istituti. "Chiediamo un gesto di solidarietà da chi ha il lavoro a chi lo perderà", ha spiegato Raffaella Morsia, segretaria regionale della Cgil Scuola.

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