Meno occupati e più precariato a Reggio Emilia


REGGIO EMILIA, 7 AGO. 2012 – Aumento della disoccupazione e nuovo lavoro sostanzialmente precario. Non è brillante il quadro del lavoro in provincia di Reggio Emilia, emerso dai dati dei Centri per l’impiego per quanto riguarda il primo semestre dell’anno. Al 30 giugno scorso, si legge in una nota della Provincia, i disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego della Provincia sono risultati 27.825, con un incremento del 7,6% rispetto al 31 marzo; il 58% sono donne, in lieve aumento; il 28% sono stranieri, in linea con i periodi precedenti e il 9,4% sono giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni. In quasi la metà dei casi, si tratta di disoccupati di lunga durata, ossia iscritti da almeno un anno.Nei primi sei mesi del 2012 sono state registrate 44.921 comunicazioni di avviamento al lavoro nell’intera provincia, il 4% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che hanno riguardato 32.988 persone. Una comunicazione di avviamento su 4 ha riguardato contratti part-time e solo 1 contratto di lavoro su 5 è stato a tempo indeterminato. Negli ultimi tre anni, appena il 20% di avviamenti è risultato con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Le persone iscritte alle liste di mobilità, al 30 giugno scorso, sono state 5.285.I numeri, osserva il vicepresidente della Provincia di reggio Emilia, "continuano ad evidenziare una situazione di difficoltà del sistema economico reggiano rispetto all’occupazione, situazione aggravata inoltre dalle pesanti ripercussioni del sisma, che ha colpito il nostro territorio lo scorso maggio, sul sistema produttivo locale, e dalla più generale incertezza del mercato europeo. A fronte del crescente numero di disoccupati diventa ancor più centrale il ruolo dei Centri per l’impiego della Provincia.""La situazione rimane pesante – conclude Saccardi -: da parte nostra, perseveriamo nei nostri impegni, seguendo con attenzione l’andamento delle crisi aziendali e lavorative locali, promuovendo e mettendo in campo tutti gli strumenti utili a ridurre l’impatto delle difficoltà occupazionali".

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