Meno consumi e di livello più scadente


© TELEREGGIOREGGIO EMILIA, 9 SET. 2011 – Il calo generale di consumi conferma ancora le difficoltà di molte famiglie che arrivano a rinunciare perfino all’acquisto di beni alimentari. La situazione economica degli ultimi tre anni ha profondamente modificato le abitudini delle persone e secondo Federconsumatori almeno il 40% degli italiani ha cambiato il modo di fare la spesa. Ecco allora che si fa più attenzione alle promozioni e alle offerte.Marco Pedroni, presidente di Coop Consumatori Nordest conferma che i prossimi mesi saranno molto difficili: "La disoccupazione è aumentata, il reddito delle famiglie è diminuito, è una ripresa che non c’è, si prevede addirittura una correzione al ribasso di tutti gli indicatori, una manovra pesante che alla fine peserà più sui ceti popolari che sulle classi alte. La situazione dei consumi è brutta e molte famiglie sono in difficoltà.Per Vanni Codeluppi, sociologo e docente all’Università di Modena e Reggio ci sono vari tipi di consumatori che a seconda delle possibilità hanno adottato diverse strategie: "Il consumo è legato alle identità delle persone. Abbassare il livello dei consumi in un qualche modo è una sconfitta, dal punto di vista psicologico, per le persone. Vuol dire rinunciare a un livello di benessere che si è cercato faticosamente di conquistare".Intanto Giovanni Trisolini, responsabile provinciale della Federconsumatori boccia, come le altre associazioni di consumatori la scelta del governo di aumentare l’Iva di un punto, dal 20 al 21 per cento. Un aumento che viene definito catastrofico per i consumi e per l’inflazione destinata inesorabilmente a salire. Le ricadute a carico dei cittadini rischiano allora di trasformarsi in un boomerang. "L’aumento dell’Iva – spiega Trisolini – se solo lo rapportiamo al carburante, in maggior parte utilizzato nei trasporti su gomma, inciderà in modo negativo sui consumi".

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