Meno cig a Reggio, ma è stop ai prepensionamenti


©TelereggioREGGIO EMILIA, 19 GEN. 2012 – Nel 2011 in provincia di Reggio Emilia sono praticamente dimezzate, rispetto ai dodici mesi precedenti, le ore di lavoro perse con il ricorso alla cassa integrazione. Secondo i dati dell’Inps, lo scorso anno tra cassa ordinaria, straordinaria e contratti di solidarietà le imprese reggiane hanno utilizzato complessivamente 8milioni e 916 mila ore, contro i 16 milioni e mezzo del 2010 (- 46,2 %), anno in cui si è verificato il picco. Un milione in meno rispetto al 2009.  Al 31 dicembre scorso, i lavoratori coinvolti negli ammortizzatori sociali erano 11.304 in 248 aziende. Anche in questo caso i dati, elaborati dalla Cgil, registrano un calo significativo rispetto al 2010 e, soprattutto, rispetto al 2009, quando si toccarono le punte massime, con 26mila lavoratori di 598 aziende coinvolti in cassa integrazione e contratti di solidarietà. Torna invece il segno più se il confronto avviene con il mese di novembre 2011: mille lavoratori in più in cassa integrazione, indice di una leggera ripresa del ricorso agli ammortizzatori, in particolare quelli straordinari, in aziende in crisi strutturale o in riorganizzazione. Metalmeccanica e ceramiche i settori produttivi più colpiti. Per il futuro c’è un nuovo elemento che preoccupa: in caso di crisi aziendali sino ad ora la contrattazione sindacale ha consentito di limitare il numero dei licenziamenti perchè spesso si è fatto ricorso alla volontarietà e, soprattutto, alla prossimità dei lavoratori alla pensione. La riforma del sistema previdenziale varata dal governo Monti ha spostato di diversi anni in avanti il diritto alla pensione. Dal 2012 i prepensionamenti non rappresentano più una soluzione per chi, in prospettiva, è destinato a perdere il posto di lavoro.

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