Menarini contestato: “Giusto, ma cambieranno idea”


BOLOGNA, 8 DIC 2010 – Contestazione ai Menarini al Dall’Ara, con un picchetto simbolico dei tifosi del Bologna davanti all’ingresso della tribuna, prima della partita con il Chievo. Contro gli ex proprietari della società, attualmente detentori del 20% delle quote (il restante 80% è di Sergio Porcedda), sono partiti cori di insulti ed è stato srotolato uno striscione: ‘Menarini pagliaccio’. La manifestazione si è conclusa, però, prima che il geometra Renzo e i figli Francesca e Alessandro arrivassero per assistere alla partita. Da quanto si è appreso in questi giorni, i Menarini avrebbero improvvidamente venduto la società controllante del Bologna (Aktiva SPA) alla SRL di Porcedda, che vantava un misero capitale sociale di 80mila euro, senza alcuna garanzia che Porcedda potesse effettivamente provvedere alle necessità finanziarie del Bologna. A tutt’oggi, Porcedda non avrebbe versato un euro né ai Menarini, né nelle casse della società."I tifosi hanno ragione – ha detto Renzo Menarini, fermato dai cronisti – e contestare è un loro diritto. Ma quando sapranno come stanno le cose, cambieranno idea". Sulla situazione del club, penalizzato, in vendita e con gli stipendi non pagati da mesi, Menarini ha invitato a "essere fiduciosi. Stiamo lavorando". Ha poi risposto di non aver "provveduto a nulla" a chi gli ha chiesto conto della voce per cui da parte sua ci sarebbe stato un deposito nelle casse del club. "Cerchiamo di stare vicini alla squadra. Invito i tifosi a farlo". Una vicinanza che i gruppi della curva ha voluto dimostrare anche oggi, come avevano già fatto prima del rinvio proprio contro il Chievo: hanno atteso, accolto e incitato il pullman dei giocatori, un’ora e mezza prima della partita.

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