Mele e pere vittimedella siccità


©TrcMODENA, 23 AGO. 2012 – Il caldo record di questi giorni e la siccità mettono a dura prova gli agricoltori modenesi. Le pere e mele, infatti, crescono poco e non si colorano. Ergo: il mercato le rifiuta. Ne sa qualcosa Irio Trentini, agricoltore di Modena che con i suoi 36 ettari di terreno e 36 dipendenti sta conducendo la dura battaglia della mancanza di pioggia. Si parte dalle mele che sotto la morsa del caldo si crepano, rendendole non commerciabili. Poi ci sono le pere, la cui produzione cala anch’essa di oltre il 40%. E se un po’ di pioggia è prevista nel prossimo fine settimana, si incrociano le dita affinché non determini delle grandinate che potrebbero essere ancora più deleterie per il già risicato raccolto. Da qui la richiesta dello stato di calamità naturale, già inoltrata dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che sembra già essere stata depositata sulla scrivania del ministro. Ottenere indennizzi sarà difficile, ma con lo stato di calamità naturale, almeno, gli agricoltori potrebbero godere di agevolazioni fiscali fondamentali per la tenuta del comparto. Sulle pere modenesi, inoltre, grava un ulteriore interrogativo. Ad esplicitarlo è Pier Luigi Bolognesi, direttore di Confagricoltura Modena, che a pochi giorni dalla seduta che fisserà il prezzo delle pere Abate, la cui produzione si concentra maggiormente tra Modena, Ferrara e Bologna, si domanda come mai a Modena il prezzo alla borsa merci sia più basso rispetto alle altre due realtà. Secondo Bolognesi il problema è che “gli agricoltori – dice – dovrebbero avere un peso maggiore nella composizione del prezzo, che in prevalenza è fissato dalle cooperative”.

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