“Medici obbligati a denunciare i clandestini”. L’Emilia-Romagna si oppone


BOLOGNA, 10 FEB. 2009 – "La denuncia del medico diventa un fatto obbligatorio. ‘Devo’ e non ‘posso’, altrimenti si rischia la sanzione penale. Perché è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina ed è stata cassata la norma che diceva ai medici che non erano tenuti a fare la denuncia". Giovanni Bissoni, assessore alla sanità della regione Emilia-Romagna, contesta che sia considerata facoltativa la denuncia dei medici per gli immigrati clandestini che si presentano a chiedere una prestazione, prevista da un emendamento del ddl sicurezza. La regione Emilia-Romagna si appresta a contrastare questo provvedimento per "non lasciare soli gli operatori e non scaricare sulle loro spalle la responsabilità", ha ribadito Bissoni, il quale ha aggiunto che al momento "non è saggiò dire cosa faremo in attesa che la norma sia definitiva, anche se ci auguriamo che il Parlamento ci ripensi". "Si cerca di annacquare la cosa, ma la denuncia è obbligatoria. Si abbia il coraggio di dirlo", ha insistito Bissoni, secondo il quale la clausola di coscienza non può aiutare il medico perché può diventare obiezione di coscienza solo quando la legge lo disciplina, ma non è questo il caso. "Noi continueremo a rilasciare il tesserino stp, per gli stranieri temporaneamente presenti, che dà diritto a sei gruppi di prestazioni, ma quel tesserino equivale a una notizia di reato". L’assessore della Regione infine ha messo in guardia dal pericolo che questa norma genera per la salute non solo degli immigrati, ricordando ad esempio che un immigrato ha un rischio di tbc 10 volte superiore rispetto ad un cittadino italiano.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet