Mecnavi: Ravenna ricorda i suoi morti 24 anni dopo


RAVENNA, 13 MAR 2011 – Due corone sono state deposte a Ravenna sulla lapide commemorativa in occasione del 24/o anniversario della Mecnavi, uno dei più gravi incidenti sul lavoro della storia recente italiana: 13 operai di Ravenna e Bertinoro (Forlì-Cesena), fra i 18 e i 60 anni di età, rimasero intrappolati e morirono soffocati nella stiva della nave gasiera ‘Elisabetta Montanari’, ormeggiata nel porto della città romagnola, in cui era scoppiato un incendio durante operazioni di manutenzione nelle stive. Alla cerimonia, che si é svolta nella centrale piazza del Popolo, hanno partecipato familiari delle vittime, rappresentanti di istituzioni, sindacati e forze dell’ordine. Il sindaco Fabrizio Matteucci ha aperto il proprio intervento ricordando brevemente Roberto Gualandi, originario di Venezia ma per dieci anni assessore comunale ravennate, stroncato a 73 anni da un malore mentre si trovava in vacanza in una baita sulle Dolomiti. Matteucci ha quindi elencato le azioni messe in campo per la sicurezza sul lavoro: "A febbraio abbiamo rinnovato per altri tre anni il protocollo per la sicurezza al porto. Abbiamo accolto la richiesta dei sindacati di estenderne l’applicazione a tutte le realtà produttive e a tutti i lavoratori che operano nel settore portuale". Inoltre "abbiamo siglato un protocollo per gli appalti pubblici. E presto, mi auguro, ne sigleremo un altro per gli appalti privati". Sulla sensibilizzazione alla sicurezza c’é anche la formazione di "una cinquantina di persone nei due corsi di alta formazione industriale promossi in memoria di Raffaele Rozzi, il giovane ingegnere chimico ravennate morto a Bilbao, in Spagna, nel tentativo generoso di salvare i suoi compagni di lavoro". Il vicesindaco di Bertinoro, Giampaolo Amadori, ha ricordato che fra le 13 vittime c’erano anche cinque operai bertinoresi. E ha sollevato il tema della manodopera straniera, ricordando "la battaglia condotta dall’amministrazione bertinorese nei confronti della concorrenza straniera nel settore del mobile imbottito". La cerimonia è stata conclusa dal segretario della Cgil Marcello Santarelli, il quale ha sottolineato che la tragedia Mecnavi fu causata "da tutto ciò che non deve succedere: caporalato, lavoro nero, ricatto intimidatorio verso fasce di emarginati, distruzione del tessuto sindacale allo scopo di ottenere un vantaggio competitivo, subappalto al massimo ribasso e violazione delle norme più elementari circa la prevenzione degli infortuni allo scopo di ridurre i costi e massimizzare i profitti". Domani le iniziative promosse in occasione dell’anniversario della Mecnavi continueranno a Ravenna con il convegno ‘Lavoro e sicurezza – un impegno per tutti: il protocollo appalti pubblici e privati, il protocollo sicurezza nel porto’, promosso da Cgil, Cisl, Uil, Comune, Provincia e Ausl nell’ambito dei progetti ‘Piani per la salute provincia di Ravenna’.

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