Maxi emendamento minimo apprezzamento


11 NOV. 2010 – In nome è rimasto uguale. Nonostante in origine dovesse essere di 7 miliardi mentre ora è diventato di 5, il maxiemendamento alla Finanziaria di Tremonti si chiama ancora così. Per ora nessuna limatura al modo in cui chiamarlo. Ci sono invece apprezzamenti sulla sua efficacia nel mitigare l’impatto devastante dei tagli della manovra. A infliggere una sonora bocciatura è Vasco Errani governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle regioni: “Il maxiemendamento è del tutto insoddisfacente e non risponde alle necessità di dare una serie di servizi fondamentali per le persone, le famiglie e le imprese”Quell’allentamento al patto di stabilità a cui doveva provvedere l’emendamento, in realtà non esiste. “Discuteremo – ha aggiunto Errani – fino a che sarà evidente che sul trasporto pubblico locale la manovra è oggettivamente insostenibile. Quando saranno evidenti le ricadute sui pendolari, soprattutto giovani e studenti, a dicembre, credo che si dovrà trovare una soluzione; a quel punto sarà chiaro a tutti che bisogna cambiare la manovra”Secondo il presidente dell’Emilia Romagna, tra gli errori dell’esecutivo c’è stato il non volere incontrare le Regioni. “Le Regioni – spiega Errani – avevano chiesto al governo un incontro politico per fare per fare un accordo partendo dall’insostenibilità della manovra in relazione ai tagli e con particolare riferimento al trasporto pubblico locale e alla sanità”.Anche i Comuni considerano negativamente il maxiemendamento, che è stato presentato stamattina in Commissione alla Camera. In una nota diffusa dall’Anci (l’associazione dei comuni italiani) si legge che le parti riguardanti il patto di stabilità, ovvero l’insieme di vincoli che obbligano gli enti locali al rigore contabile, “non sono quelle già condivise con l’Anci”.

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