Maurizio Piccagli rimane alla guida dei pensionati reggiani


REGGIO EMILIA, 1 MAR. 2010 – Maurizio Piccagli resta in sella. Al termine dell’ottavo Congresso provinciale di categoria è stato confermato alla guida del sindacato pensionati Cgil di Reggio Emilia. Lo ha votato con il 90% delle preferenze il neo Comitato Direttivo dello Spi eletto durante l’appuntamento del 25 e 26 febbraio al Centro Kaleidos di Poviglio. Sessantacinque anni, reggiano, Maurizio Piccagli è segretario del Sindacato provinciale Spi Cgil da 4 anni. La sua lunga esperienza sindacale inizia nel 1972 nell’apparato della Segreteria provinciale CGIL di Reggio Emilia. Da quell’anno Piccagli prosegue l’attività sindacale all’interno della Camera del Lavoro locale con ruoli e funzioni diversi, che lo hanno portato prima alla Cgil della Bassa reggiana e poi nella segreteria provinciale della Filcea, alla Filcam come segretario, nella Funzione Pubblica e al segretariato della Filtea.La sua attività  all’interno del Sindacato Pensionati Cgil inizia nel 1993 con l’elezione nella Segreteria provinciale, dove rimane per 5 anni prima di passare alla Segreteria regionale di categoria. Piccagli torna a Reggio Emilia nel 2002 quando viene eletto nella Segreteria provinciale della Camera del lavoro, con le deleghe riguardanti le riforme istituzionali, la contrattazione sociale e il rapporto con gli Enti Locali. Le assise sindacali SPI, che hanno visto la partecipazione di circa 200 pensionati – tra delegati ed invitati -, si sono concluse con l’elezione di un nuovo Comitato Direttivo composto da 107 persone (il 46% dei quali donne) e con la nomina di un Collegio di 4 sindaci revisori. Il prossimo appuntamento per il Sindacato pensionati Cgil di Reggio Emilia sarà il Congresso regionale SPI che si terrà a Riccione il 10 e 11 marzo prossimi: dalla nostra provincia partiranno 45 delegati in rappresentanza di tutte le Leghe di circoscrizione, comunali e distrettuali. L’8° Congresso provinciale di Spi Cgil si è concluso con l’approvazione di un documento unitario votato a maggioranza dai presenti. Tra i passaggi importanti di questo documento c’è un capitolo dedicato alla democrazia, che dice: "Con questo Congresso il Sindacato provinciale ha completato un primo percorso di partecipazione democratica (con 123 assemblee) che hanno visto il coinvolgimento di 4.857 votanti. Preferenze al documento n.1 (primo firmatario Guglielmo Epifani) 86,14%, preferenze al documento n.2 (primo firmatario Domenico Moccia) 13,86%". "Spi Cgil – prosegue il documento – rilancia la propria proposta di politica economica e sociale per l’uscita dalla crisi e sostiene lo sciopero generale nazionale proclamato dalla CGIL per il 12 marzo prossimo. La mobilitazione si propone di bloccare i licenziamenti, ridurre le tasse del lavoro dipendente e dei pensionati (all’interno di una riforma fiscale complessiva che garantisca equità sociale e la progressività, così come previsto dalla Costituzione), proporre un nuovo modello di relazioni sindacali, un nuovo accordo che sostituisca quello separato e definire accordi generali, a partire dai diritti di cittadinanza fino a quelli del sistema di welfare".Sulle politiche contrattuali, il documento dice invece che "l’azione di Spi Cgil, soprattutto quella di carattere contrattuale sul territorio, si è posta come obiettivo quello di rendere più forte il livello distrettuale per dare risposte puntuali alle diverse condizioni sociali che rappresentiamo. In questo senso si sollecita la Confederazione a svolgere un ruolo più forte di direzione a sostegno della contrattazione sociale e territoriale. Nel nostro territorio non siamo stati in grado di garantire una attuazione dei sistemi di welfare, in particolare sulla non autosufficienza. Abbiamo denunciato la solitudine delle famiglie rivendicando un ruolo più forte e una responsabilità a partire dalla presa in carico e nella continuità assistenziale del pubblico (Enti Locali, Comuni, Provincia, Distretti socio-sanitari)". "La persistente riduzione delle risorse da parte del Governo centrale – si sottolinea – non può essere l’elemento che impedisce la qualità e l’efficienza dei servizi. Dobbiamo dire che a Reggio Emilia i risultati sono stati troppo spesso deludenti. A fronte del Fondo regionale sulla non autosufficienza e di un Piano regionale sociale e sanitario (P.S.S.R) di alto profilo, non abbiamo avuto sul piano territoriale la stessa coerenza e lo stesso profilo qualitativo. Continuiamo ad avere un livello di assistenza domiciliare che non si può rapportare ai paesi europei più evoluti (Germania, Francia, Olanda, ecc). Così come sui posti letto in strutture protette per i non autosufficienti i nostri numeri rispetto all’Europa sono impresentabili.In materia di previdenza, resta di grande attualità "la necessità di un meccanismo di tutela adeguato al mantenimento del potere di acquisto delle pensioni attraverso una rivalutazione delle pensioni stesse, l’estensione della 14esima mensilità per le pensioni fino al 1.300 euro al mese, la restituzione del drenaggio fiscale all’interno di una riforma del fisco che tuteli le pensioni e il reddito da lavoro dipendente. Per i lavoratori – futuri pensionati – occorre modificare il sistema di calcolo delle pensioni attraverso la correzione dei coefficienti che permetta di mantenere la pensione pubblica almeno al 60% della retribuzione lavorativa"."E’ nostro preciso compito – dice lo Spi reggiano – salvaguardare i diritti universali sanciti dalla Costituzione. La Cgil deve evitare situazioni ad elevato tasso di pericolosità nel rinnovo dei contratti nazionali che contengono in modo più o meno esteso la contrattualizzazione del welfare con forti pericoli di privatizzazione e di una differenziazione del godimento di tali diritti (prestazioni sanitarie e/o sociali che diventano sostitutive del welfare pubblico). Se passasse questa idea potrebbe trovare legittimazione il Libro Bianco, su cui manteniamo il nostro giudizio negativo".C’è anche un passaggio del documento in cui si parla dei rapporti unitari con Cisl e Uil. "Quella attuale è una fase sicuramente complicata e dobbiamo avere la consapevolezza che oggi abbiamo molte cose che ci dividono (le regole della democrazia sindacale, il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro). Nonostante ciò e in forza del fatto che "divisi siamo tutti più deboli" a pagare il conto di queste debolezze saranno inevitabilmente i lavoratori e i pensionati iscritti a tute le confederazioni. E’ nostro dovere cercare di sfruttare tutti gli spazi di unità di azione che potremo avere a disposizione".Spi Cgil si è confermata nell’appuntamento di Poviglio una rappresentanza generale di chiara ispirazione confederale, laica e universale, all’interno della quale il pensionato non è solo o semplicemente un ex lavoratore, ma una figura sociale completamente diversa, con bisogni molto più  complessi. E’ una persona con bisogni che si ricompongono nel luogo di vita e non nell’ex luogo di lavoro, cioè sul territorio, luogo in cui Spi e Cgil esprimono pienamente la rappresentanza di generazione, di genere e di nazione."In conclusione dei lavori, il nuovo gruppo dirigente Spi Cgil di Reggio Emilia si è impegnato "a definire le priorità del confronto con gli Enti Locali per affrontare le emergenze che da più parti vengono segnalate con l’impegno non solo di dare concretezza alla nostra azione contrattuale ma di prevedere specifiche verifiche periodiche che coinvolgano i gruppi dirigenti a tutti i livelli".

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