Matilde di Canossa, il caso si accende


REGGIO EMILIA, 15 APR. 2010 – Il caso "Matilde di Canossa" fa discutere. In redazione continuano ad arrivare mail di risposta e commento all’editoriale che il nostro direttore Paolo Bonacini ha dedicato all’istituto reggiano. Alcune sostengono l’operato del preside Fornaciari, che dopo una tentata occupazione ha inflitto fino a 28 giorni di sospensione agli studenti responabili. Altre invece condividono quanto ha detto Bonacini, che giudica questo provvedimento eccessivo e carico di ipocrisia.Cinzia Beneventi, la madre di una ragazza che ha preso parte alla protesta, appartiene al secondo gruppo. Secondo lei, per esempio, è necessario salvaguardare il diritto degli studenti "ad esprimere democraticamente la loro opinione su una riforma che ben presto trasformerà la scuola in un’azienda". E, soprattutto, un dirigente scolastico dovrebbe capire che  quando dei ragazzi coraggiosi manifestano un malessere, non lo si risolve facendo intervenire la polizia, ma sporcandosi le mani e cercando una mediazione.Marinella Barbieri, invece, è di parere opposto. Anche lei ha una figlia che frequenta il Matilde di Canossa e che le ha raccontato come i motivi della protesta fossero futili, pretestuosi e non condivisi dalla maggioranza degli studenti. Bene ha fatto, dunque, il professor Fornaciari ad usare la mano pesante con i rappresentanti di istituto, che hanno agito di testa loro "infischiandosene del dialogo e del confronto". Bonacini, invece, avrebbe dovuto essere meno sprezzante e polemico nel confronti della scuola reggiana.Ecco dunque due esempi delle tante reazioni che l’intervento del nostro direttore ha suscitato. Sono lettere serie e argomentate, che abbiamo scelto di pubblicare integralmente qui sotto assieme ad altre mail, scritte da un ex insegnante, dai giovani del Pd di Reggio e dal dirigente di una squadra sportiva. Lo facciamo per farvi sapere che è aperto il dibattito. E per invitare anche altre persone a scriverci, per dirci come la pensano."BISOGNAVA SPORCARSI LE MANI""SERVE AUTOREVOLEZZA PER FAR CRESCERE LA RESPONSABILITA’""LA STRADA PIU’ TRANQUILLA E’ ANCHE LA PIU’ INDEGNA"IL COMUNICATO DEI GIOVANI DEL PD "UN COMMENTO CRITICABILE" LA VOCE DI UNO STUDENTE DELL’OCCUPAZIONE

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