Maserati non lascia Modena. Parola della Fiat


©Trc-TelemodenaMODENA, 16 FEB. 2010 – Lo stabilimento ex Bertone di Torino, acquisito recentemente da Fiat, servirà da supporto alla produzione di Chrysler e non riguarderà Maserati. Anzi, l’interesse suscitato a livello mondiale dalla nuova GranCabrio, la prima auto scoperta della casa modenese con quattro posti veri, consentirà di evitare la cassa integrazione straordinaria nello stabilimento modenese del Tridente, almeno sino a fine marzo. A rassicurare ufficialmente sindacati e lavoratori, nell’incontro che si è svolto stamattina a Confindustria Modena, è stato Giorgio Giva, responsabile delle relazioni industriali del Gruppo Fiat, accompagnato dal direttore del personale di Maserati, Marco Armillei. Dopo lo sciopero di martedì scorso, seguito alle indiscrezioni pubblicate da alcuni quotidiani secondo cui nel 2012 la casa del Tridente avrebbe lasciato Modena per Torino, l’incontro di stamattina è servito almeno a rasserenare gli animi, tanto più che lo stesso Sergio Marchionne nel vertici di Palazzo Chigi aveva garantito al Ministro Scajola che Maserati non rientrava nel piano di dismissioni di Fiat. Certo, molto dipenderà dall’andamento della crisi mondiale, ma anche su questo fronte si vede qualche spiraglio. Secondo i vertici dell’azienda le 4500 vetture prodotte l’anno scorso rappresentano il punto minimo da cui ripartire, tanto che in questi giorni dallo stabilimento di Modena escono 26 macchine al giorno, con una produttività annuale stimata di 5600 auto. Per questo, dallo stabilimento Fiat di Cassino sono già arrivati 16 lavoratori cui se ne stanno per aggiungere altri 20. Rassicurazioni che secondo Luigi Tollari della Uil dimostrano come l’allarmismo creato nei giorni scorsi fosse “strumentale e sbagliato”. Claudio Mattiello di Fim – Cisl evidenzia invece come sarà importante continuare il dialogo con l’azienda nei prossimi mesi, mentre Giordano Fiorani di Fiom ritiene cruciale il piano mondiale che Fiat presenterà a fine aprile: “Sarà in quel momento – ci dice – che capiremo se alle parole sono seguiti i fatti”.

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