Maroni perde pezzi


PARMA, 22 GIU. 2010 – Sceriffi d’Italia, o meglio del nord Italia, unitevi. Al richiamo del Ministro dell’Interno Maroni una quindicina di sindaci si sono ritrovati nella città ducale, ospiti del primo cittadino Vignali. Obiettivo dell’incontro rinnovare la Carta di Parma diventata ormai un simbolo della città quasi quanto la violetta o l’acqua di Parma. All’ordine del giorno della riunione la sicurezza nelle città e la riforma della polizia locale. Maroni ha aperto i lavori sottolineando i risultati nei quasi due anni dal primo incontro sulla Carta. Un dato su tutti: 1300 sono state le ordinanze emesse dai cosiddetti sindaci-sceriffi da quando è stato loro concesse di assumere “super poteri”.A segnare l’appuntamento odierno è stato il niet ricevuto da Maroni da parte di due sindaci del Pd, quello di Modena Pighi e di Piacenza Reggi, i quali non si sono fatti vedere a Parma. Il primo dei due disertori, Pighi, ha fatto sapere di non condividere l’impianto del documento su ordine pubblico, sicurezza pubblica e sicurezza urbana preso in esame dall’incontro. “E’ un approccio troppo riduttivo – ha spiegato il primo cittadino modenese – perché il tema da porre al centro della discussione, in via prioritaria, non è lo sviluppo dell’articolo 54, che riguarda le competenze dei sindaci in tema di sicurezza urbana nell’esclusiva qualità di ufficiali di Governo, ma l’attuazione dell’articolo 117 della Costituzione sui rapporti fra sicurezza pubblica e sicurezza urbana e dell’articolo 118 per quanto riguarda il coordinamento fra Stato e Regioni sugli stessi rapporti”.L’altro disertore, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, ha accusato Maroni di snobbare l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani. “La sicurezza non è un problema solo del nord – ha lamentato Reggi – e interessa tutti i sindaci italiani, che sono rappresentati dall’Anci. Invece il ministro Maroni snobba l’Anci e privilegia tavoli paralleli con i sindaci ‘amici’ come quello di Parma.”Il rimprovero più severo all’assente Reggi è arrivato dal sindaco di Padova Flavio Zanonato, anch’esso del Partito democratico: “L’Anci non è un’organizzazione del Partito democratico”. Zanonato, che per l’Anci è responsabile dei temi della sicurezza ha così spiegato, a margine dell’incontro, cosa pensa del termine ‘sceriffo’: “si tratta di una espressione giornalistica ma rende l’idea dell’impegno forte dei sindaci sul tema della sicurezza. Questo diritto fondamentale dei cittadini si raggiunge anche con strumenti repressivi. Dopo bisogno operare con l’intera società perché alcuni fenomeni non si manifestino. Sul ruolo dei sindaci per combattere anche sul tema del degrado urbano credo si sia fatto un passo avanti importante”.Convinto nel continuare a seguire la stella americana è anche, non se ne poteva dubitare, Roberto Maroni che ha così elogiato il suo modello di riferimento: "In altre nazioni, ad esempio negli Stati Uniti, la polizia dipende in tutto e per tutto dai sindaci – ha detto il ministro -, noi abbiamo un sistema diverso che con questa riforma abbiamo potenziato. Abbiamo dato ai sindaci quel potere che i cittadini chiedono loro perché è ai sindaci che si rivolgono le persone, al di là delle competenze.”.

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