Maroni fa la vittima


25 LUG 2009 – Avevano chiesto di vedere il ministro degli interni, il leghista Roberto Maroni, e lo avevano fatto seguendo le vie regolari del protocollo del Ministero. Occasione la presenza di Maroni al Porretta Soul Festival. Ma il ministro leghista, per niente interessato a discutere del Patto di stabilità che toglie poteri agli enti locali, ha preferito una poco onorevole fuga. In più ha cercato, “complici” gli organizzatori del Festival, di farne un caso politico di cui proprio lui sarebbe la vittima.Peccato le cose siano andate diversamente, come ha spiegato la stessa presidente della provincia Draghetti: "L’incontro si sarebbe tenuto in una sala al di fuori del Festival. Non ci è mai passato per la mente di confondere la politica e i problemi dell’amministrazione con la manifestazione o peggio di strumentalizzarla". Beatrice Draghetti ha anche voluto chiarire che "i problemi restano": "Saltata questa occasione, reitereremo la richiesta di un incontro per far presente ancora le difficoltà create all’attività amministrativa dalle restrizioni del patto di stabilità e dalla mancata restituzione dell’Ici". "Nelle casse degli enti locali della provincia ci sono oltre 110 milioni non utilizzabili", ma, nonostante questa liquidità, "per il 40% dei Comuni c’è il concreto rischio di uscire dal patto di stabilità già nel 2009", aveva ricordato la presidente tre giorni fa quando la Conferenza metropolitana aveva ribadito al Governo la necessità di rimuovere il vincolo sui pagamenti per gli investimenti già finanziati. "Altrimenti significa esprimersi da complici della crisi", aveva sottolineato Draghetti.Sopra le righe invece la dichiarazione del direttore del festival Graziano Uliani: "Mi dispiace che Maroni non venga – ha detto – ma si sta dimostrando una persona intelligente e seria, che non vuole creare problemi ad una manifestazione organizzata solo per passione, alla quale lui è molto affezionato e partecipa dal 1989, molto prima che diventasse un personaggio politico noto. L’uscita della Draghetti e soci avrebbe potuto complicarci non poco la vita e Maroni ha voluto evitarlo. Se gli amministratori locali vogliono contestare le politiche del Governo hanno molte sedi per farlo, ma non certo un festival di soul come il nostro dove la gente viene per ascoltare musica".Maroni sta molto simpatico anche agli amministratori di Porretta Terme, di cui alle recenti elezioni è diventato consigliere comunale. Il sindaco Pd nelle scorse settimane ha infatti annunciato che avrebbe in futuro organizzato le sedute del consiglio in base al calendario del ministro. Giusto per permettergli, aggiungiamo noi, di farsi un po’ di propaganda in Emilia-Romagna.Due pesi e due misure quindi: al ministro è permesso di fare da padrone di casa, ai sindaci e al presidente della provincia nemmeno di esercitare le proprie funzioni.Proprio in queste ore Maroni si era reso protagonista di un’altra polemica con il Vaticano, accusando lo stato pontificio di avere una politica più xenofoba di quella imposta dalla sua maggioranza. E aggiungendo “Non sono la reincarnazione di Hitler che approva le leggi razziali, anzi ci rido sopra”. Al ministro ignorante, nel senso che nulla sa della legislazione vaticana, risponde prima il presidente del tribunale vaticano Giuseppe Dalla Torre, spiegando che "oltre Tevere non ci sono norme specifiche sull’immigrazione", tanto meno si va in prigione. E poi lo stesso portavoce della sala stampa vaticana padre Lombardi: "Non mi consta che ci siano in Vaticano prigioni piene di clandestini".In Italia purtroppo sì.

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