Marchionne, Pico e picchetti per lui a Mirandola


MIRANDOLA (MO), 5 NOV. 2010 – Dentro al teatro la consegna di un premio che porta l’effige di un illustre filosofo del 1400. Fuori, nella piazza antistante, circa quattrocento persone armate di cartelli, striscioni e intonanti cori di protesta nei confronti di Sergio Marchionne. D’altronde ogni medaglia ha sempre due facce. Per l’amministratore delegato Fiat quella buona stamattina era sul palco del teatro Novo, dove ha ricevuto il premio "Pico 2010", che non ha la forma di medaglia, ma di busto col profilo dell’illustre pensatore. Un riconoscimento dato ogni due anni a una personalità del mondo produttivo oppure della cultura. Il lato brutto della medaglia di Marchionne lo aspettava fuori. Al suo arrivo è stato accolto da una breve contestazione con in prima fila le bandiere della Fiom. Secondo i manifestanti l’assegnazione del premio è al manager di Fiat si poteva evitare, visto i limiti che la persona vorrebbe imporre a diritti costituzionalmente garantiti in tema di lavoro. "Vergognati", "vai via" e "la gente non ti vuole", sono state le frasi rivoltegli dai giovani del centro sociale Guernica di Modena. Insieme a loro davanti al teatro anche rappresentanti di Federazione Giovani Comunisti Italiani, Prc, Pdci, Sel e Partito dei comunisti italiani. "Panda la macchina per fare. quello che gli pare", la scritta sullo striscione della Fiom dell’Emilia Romagna. E "i nostri sacrifici per i tuoi guadagni. Fuck austerity, verso lo sciopero generale" un altro slogan poco più in là. Tra i cori più gettonati: "Marchionne, Bonanni, fate solo danni" e "Bonanni non parla più".L’Italia deve spingere l’acceleratore va ripensato il modo di fare impresa, sono stati due punti dell’inizio del discorso di Marchionne, al momento della consegna del riconoscimento. L’ad di fiat è voluto tornare sulla famosa intervista di due settimane fa rilasciata a Fabio Fazio a Che tempo che fa: "Quando dico che in Italia, per il gruppo Fiat, è un’area in perdita, non significa che vogliamo andarcene dal paese come molti hanno voluto interpretare". Marchionne ha aggiunto che "il nostro progetto è pensato, studiato e tarato perché la Fiat possa crescere in Italia e possa crescere con l’Italia. Ma ignorare i problemi, o peggio nasconderli sotto un facile ottimismo, è il rischio più grande che possiamo correre".Per Sergio Marchionne bisogna ridare competitività al sistema industriale. "La verità – ha detto – è che esiste un forte problema di competitività. E’ quello che ha spinto molte aziende a lasciare il Paese e a trasferire all’estero le loro attività. E’ quello che porta le multinazionali a guardare altrove e ad evitare l’Italia quando devono scegliere dove costruire un nuovo stabilimento. E’ quello che spinge l’Italia in fondo alle classifiche internazionali per l’efficienza del lavoro e competitività". Nel finale del suo intervento l’ad ha assicurato che la Fiat sarà il volano del cambiamento e di un nuovo sviluppo del Paese, "ma dobbiamo lavorare insieme nella stessa direzione".Nello stesso momento, all’esterno del teatro, è andata in scena una "contro premiazione" organizzata dalla Federazione dei giovani comunisti insieme a Prc, Pdci e altre forze della sinistra. "E’ un premio alternativo al Paese reale, all’Italia che resiste", hanno urlato dal megafono gli organizzatori. Quindi sono state consegnate cinque pergamene ad altrettanti lavoratori (definiti "eroi contro i parassiti") di Maserati, Ferrari, Nichel Cromo di Mirandola, Oilmec di Cavezzo e della Fiom.MASERATI, POSSIBILE PIU’ DI UN SITO PRODUTTIVO A margine della consegna del premio, Sergio Marchionne ha ritenuto fondata l’ipotesi per Maserati di avere "più di un sito di produzione". La cosa sarebbe possibile perché a suo avviso lo stabilimento di Modena "ha limiti strutturali". Il dirigente Fiat ha specificato: "Non è uno stabilimento pieno, quindi Maserati avrà bisogno di un appoggio industriale altrove".

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