Marchesini: “Non si può fare a meno del manifatturiero”


La crisi economica che ha investito l’Europa e l’Italia “ha messo in discussione tante cose ma un punto fermo c’è: impossibile, in questo Paese, fare a meno dell’industria manifatturiera che è indispensabile per il Pil” e per altri ambiti come la “ricerca e sviluppo e l’innovazione”. E’ quanto sostiene il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Maurizio Marchesini, intervenuto al nono Convegno nazionale delle aziende familiari, in programma a Bologna fino a domani. E in Italia, ha proseguito, “è impensabile fare a meno anche dell’impresa familiari, modello di successo nel ventesimo secolo, e che non è sinonimo di impresa piccola. Penso – ha aggiunto Marchesini – alle multinazionali tascabili, vere punte di diamante della nostra economia”.

Pur sottolineando come, a volte, “il trasferire in azienda atteggiamenti familiari” possa avere aspetti meno brillanti, ha aggiunto Marchesini, ci sono “aspetti positivi: si crea un legame importante con i territori – ha puntualizzato – e con la collettività e questa è la molla che ci ha spinto in tutti questi anni. I nostri padri e i nostri nonni praticavano già la responsabilità sociale dell’impresa: non la chiamavano così ma sapevano cosa stessero facendo”.

E Marchesini boccia anche lo sciopero di questa mattina, promosso da Cgil, Cisl e Uil. “Se i sindacati avessero voluto cambiare la Legge di stabilità, avrebbero dovuto cercare il dialogo col Governo – dichiara Marchesini a margine del convegno delle Aziende familiari in corso a Bologna- lo sciopero è un mezzo importante che, se abusato, perde valore”. E continua: “Solo i colloqui servono a rendere chiaro il pensiero, anche noi di Confindustria abbiamo grosse perplessità sulla legge e per questo stiamo cercando di farla cambiare- prosegue Marchesini- personalmente credo che lo sciopero sia un mezzo fondamentale, se usato con prudenza ed equilibrio”.

 

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet