Marchesini alle imprese: “Nuovo approccio alla finanza”


Per favorire l’uscita dalla crisi è necessario allentare la stretta creditizia ed individuare “nuovi e costruttivi” strumenti di finanziamento, ma allo stesso tempo sono anche gli imprenditori emiliano-romagnoli chiamati a “cambiare l’approccio che hanno sempre avuto nei confronti della finanza”. E’ l’appello del presidente regionale di Confindustria, Maurizio Marchesini, intervenuto questa mattina ad un convegno sulle nuove opportunità di investimento “a chilometro zero”, cioè il primo di una serie di eventi organizzati in tutta Italia da Borsa italiana in collaborazione con Prometeia e con la stessa Confindustria.

L’associazione degli industriali è pronta a “favorire un nuovo approccio culturale verso la finanza d’impresa”, afferma Marchesini, sottolineando che occorre “spezzare il circolo negativo” perchè “c’è un grande desiderio di uscire dalla crisi, gli imprenditori hanno voglia di investire” e questo viene dimostrato da quanto sta accadendo anche in zone disagiate come quelle colpite dal terremoto. Tutto questo, però, è frenato dal credit crunch che “colpisce un po’ tutte le imprese e soprattutto quelle piccole e medie”, ricorda il numero uno di via Barberia: è proprio questo “uno degli ostacoli maggiori all’uscita dalla crisi”, perchè la stretta creditizia “peggiora le condizioni di competitività delle imprese”.

In questo contesto, lo sblocco dei crediti accumulati dalle imprese verso la Pa rappresenta “solo una boccata d’ossigeno, che non arriva a tutto il sistema – dichiara Marchesini – e non è sufficiente a riaccendere quella fiammella indispensabile per avviare la ripresa”. Senza dimenticare, aggiunge, che lascia “basiti” il fatto che la liquidità alle imprese debba arrivare dal rimborso dei debiti scaduti della pubblica amministrazione.

Anche lo stesso sistema imprenditoriale, però, per Marchesini deve fare “autocritica” per la presenza di “imprese storicamente sottocapitalizzate”, che oggi “stanno cercando semplicemente di sopravvivere”. Per tutti questi motivi, continua Marchesini, è necessario sviluppare anche strumenti di finanziamento non bancari, capaci di “riversare il risparmio direttamente nell’economia reale”. Sotto questo profilo, per Confindustria lo strumento più rilevante può essere quello dei mini bond: questo “anche attraverso un approccio organico e di sistema”, sottolinea Marchesini, citando i bond “di territorio o di filiera”.

Serve, però, che tutti gli attori coinvolti “lavorino nella stessa direzione”, mette in chiaro Marchesini: da Borsa italiana alla Regione, dalle Camere di commercio alle Fondazioni. Per quanto riguarda Borsa italiana, “il nostro obiettivo è quello di facilitare il dialogo tra le imprese e gli investitori con attenzione alle specificità locali”, dichiara il presidente Massimo Tononi, sottolineando che il finanziamento attraverso il mercato e le risorse degli investitori istituzionali “è uno dei principali cambiamenti che stanno caratterizzando il sistema finanziario del nostro Paese”.

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