Marcegaglia Forlì, vittoria striminzita dei sì nel referendum


FORLI’, 21 MAR. 2012 – Non basta essere tra i paesi in Europa con i salari più bassi, bisogna togliercene ancora. Così succede che tra mille belle parole che anche la leader di Confindustria spende contro il precariato che penalizza i giovani, negli stabilimenti del gruppo di famiglia, proprio agli ultimi assunti, cioè a coloro che in genere sono alla loro prima occupazione, viene riservato un trattamento retributivo sfavorevole. L’hanno chiamato salario d’ingresso, è stato ratificato tra la proprietà dello stabilimento Marcegaglia di Forlì e i sindacati Cisl e Uil, ed è passato col 52% di sì a un referendum sottoposto ai lavoratori. La riduzione dello stipendio dei neo assunti passerebbe così da 1500 a 1300 euro al mese. Al voto hanno partecipato 323 lavoratori sui 372 dipendenti: 168 i sì al salario d’ingresso, 141 no, 11 schede nulle e 3 bianche. La Fiom, unico sindacato che si opposto alla firma dell’accordo, sottolinea che "Solo il 52% dei votanti si è dichiarato a favore del salario di ingresso. Da notare poi che i sì non arrivano neppure alla metà dei dipendenti della Marcegaglia di Forlì, e che la Fiom per il referendum aveva optato per l’astensione, per evitare ritorsioni sui lavoratori". Così si legge in una nota firmata da Michele Bulgarelli, segretario dei metalmeccanici della Cgil di Forlì. Nel comunicato si sottolinea anche che la Fiom, nello stabillimento Marcegaglia, è sostenuta dal 54% dei lavoratori.

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