Manovra, la sforbiciata alle poltrone emiliano romagnole


16 AGO. 2011 – La politica come mestiere. Lo diceva il sociologo Weber, lo si vede in Italia dove a riscuotere stipendi per cariche in organi rappresentativi di cittadini sono davvero una sfilza di persone. Se pensiamo all’insieme degli amministratori locali, nel Belpaese sono uno ogni 428 cittadini. A darci un taglio è arrivata la manovra anti crisi d’agosto, che vorrebbe ridurli a uno ogni 1.100 abitanti. Secondo i calcoli del Sole 24 Ore in Emilia-Romagna le poltrone da eliminare saranno 1415. 1067 saranno i posti da consigliere comunale a venire meno, 117 gli assessori "licenziati". Nelle province la riduzione coinvolgerà 198 consiglieri e 30 assessori. Per quanto riguarda la Regione non sarà invece necessario nessun adeguamento sul numero di rappresentanti in Assemblea legislativa. Tre saranno però gli assessorati da sforbiciare. Sul fronte delle tasse locali, i sindaci potranno portare l’addizionale comunale allo 0,8%, ma a partire dal 2012. Il limite per l’addizionale regionale rimarrà dell’1,4% fino al 2012, per arrivare all’eventuale 3% con l’arrivo del 2015. Il Sole 24 Ore ha stilato anche la classifica regione per regione e città per città del gettito che arriverà allo Stato con l’introduzione del contributo di solidarietà. Le stime vedono Bologna nona città in Italia per prelievi subiti. Sotto le due torri sono 7206 i contribuenti con redditi sopra i 90 mila euro, in media dovrebbero versare 4175 euro. Altra città emiliana tra i primi posti è Parma, quattordicesima, con 3127 contribuenti che dovrebbero pagare una media di 4012 euro a testa.

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