Manovra, la bocciatura di Unindustria Bologna


BOLOGNA, 2 SET. 2011 – Stroncata anche dal mondo dell’industria. Difficile trovare una categoria minimamente soddisfatta dalla manovra economica. Attraverso una nota il presidente di Unindustria Alberto Vacchi la definisce come "una somma di provvedimenti fortemente recessivi priva di elementi strutturali, disattenta alle esigenze della crescita e dello sviluppo e che continua ad indebolire la competitività del nostro sistema industriale"."Un’imposta patrimoniale – è la proposta del numero uno degli industriali – che colpisca le ricchezze là dove sono, anche se fastidiosa, potrebbe essere presa in considerazione nel momento in cui tutti siamo chiamati a dare segni concreti di impegno". Secondo Vacchi attraverso una patrimoniale "si potrebbero liberare risorse per scelte virtuose, ad esempio ridurre i livelli di tassazione dei redditi da lavoro bassi, che più stanno subendo gli effetti di un ridotto potere d’acquisto e che rappresentano un potenziale rischio per la coesione sociale del Paese".Criticata anche la scelta di affrontare l’articolo 8, che regola la contrattazione industriale, all’interno della manovra: "E’ materia complessa – ha scritto Vacchi – che dovrebbe essere discussa con le organizzazioni sindacali, quelle stesse organizzazioni che, tutte, hanno responsabilmente concorso all’accordo interconfederale del 28 giugno".

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