Manovra, il no delle coop alla perdita dei vantaggi fiscali


BOLOGNA, 30 AGO. 2011 – Un provvedimento "superficiale e inqualificabile". E’ netto il giudizio che arriva dai presidenti di Agci, Confcooperative e Legacoop dell’Emilia Romagna, Massimo Mota, Maurizio Gardini e Paolo Cattabiani, sulla decisione dell’Esecutivo di intervenire sul quadro fiscale assegnato alle cooperative. "Non ci sono altre parole" se non "superficiale e inqualificabile", scrivono in una nota, "per giudicare l’annunciato provvedimento da parte del Governo teso a colpire il regime fiscale della cooperazione; con esso – puntualizzano – si snaturerebbe non solo un principio costituzionale, ma si punirebbe una forma di impresa solidaristica che nel corso della crisi ha continuato, anche in Emilia-Romagna, a investire, a difendere il lavoro, il reddito dei soci e il potere d’acquisto delle famiglie".A giudizio di Mota, Gardini e Cattabiani, "se le cooperative verranno messe sullo stesso piano delle società di capitali, sarà la vittoria di chi vuole l’omologazione dei soggetti che operano sul mercato, con buona pace del pluralismo economico. Mentre si tenta di fare cassa supponendo prelievi quantitativi non corrispondenti alla realtà, si manda un messaggio al Paese eticamente e socialmente inaccettabile e vergognoso accostando la cooperazione alle società di comodo. La cooperazione – concludono – è disponibile, come sempre, a continuare a far la propria parte per il risanamento dei conti pubblici, ma non ci sta ad essere punita e messa in un angolo".

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