Manovra. E’ deregulation sfrenata. Il no dei tassisti Cna


BOLOGNA, 29 AGO. 2011 – Un calderone dove c’è finito di tutto. Pure la deregolamentazione dei tassì, un tema che per settimane aveva scatenato un putiferio cinque anni fa, ai tempi delle liberalizzazioni di Bersani ministro dello Sviluppo Economico. Oggi la bozza della manovra economica tiene nuovamente in allarme tassisti e noleggiatori d’auto. Nell’art. 3 si prospetta infatti una serie di provvedimenti di “deregolamentazione” del mercato dei servizi che, se applicati all’attività di trasporto pubblico non di linea (taxi e Ncc, sigla che sta per ‘noleggiatori con conducente’), "avrebbero un impatto fortemente negativo per la tenuta economica delle imprese ma anche sui servizi ai cittadini".Lo si legge in una nota della Fita, l’organizzazione degli artigiani dei trasporti affiliata a Cna. I punti più insidiosi contenuti nella liberalizzazione, spiega il comunicato, sono i seguenti:- pur restando il contingentamento delle licenze e delle autorizzazioni, si abolisce il principio della territorialità previsto dalla Legge 21/92, sia rispetto all’attività dei taxi che dei noleggi con conducente;- si eliminano i vincoli per l’esercizio dell’attività relativi alle forme giuridiche con cui si possono svolgere le attività di taxi ed ncc, aprendo la strada alla gestione delle licenze da parte di società di capitali;- si aboliscono le tariffe dei servizi fissati per legge, ovvero si abolisce di fatto il tassametro.Il Governo, precisa Cna-Fita Emilia-Romagna, in sede di presentazione al Senato della norma nella relazione di accompagnamento al testo, ha dichiarato di considerare le norme di deregolamentazione esclusivamente rivolte ai settori liberalizzati dalla Direttiva Europea Bolkestein, che vede esclusi i settori del trasporto pubblico non di linea."Tuttavia, – precisa Riccardo Carboni, tassista e dirigente di Cna – Fita Emilia Romagna – di questo riferimento alla Direttiva Europea non c’è traccia nel testo normativo elaborato dal Governo, carenza che lascia ovviamente molte perplessità e che ci ha convinto a segnalare la nostra preoccupazione alla categoria e la necessità di una fase di controllo attivo e puntuale di tutto quello che avviene in sede parlamentare. In accordo con le altre associazioni dei taxisti e noleggiatori abbiamo concordato il testo di un emendamento che stiamo presentando al Senato. Si tratta di qualcosa di semplice che comunque limita gli ambiti di applicazione delle liberalizzazioni a quelle stabilite dalla direttiva del parlamento europeo 2006/123/CE."Cna-Fita sta inoltre attivando in tutte le province della regione le iniziative di protesta che si rendono necessarie nel caso in cui il Governo si rifiutasse di esplicitare nel testo della norma, il riferimento alla esclusione del trasporto persone dalla "liberalizzazione".

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