Manovra, a Modena un “buco” di 60 milioni


©Trc-TelemodenaMODENA, 23 AGO. 2011 – A Modena mancheranno oltre 60 milioni di euro. “Nessun buco di bilancio” si affretta a chiarire il sindaco Giorgio Pighi “sono soldi che non ci danno”. Metà della cifra è infatti dovuta ai tagli già previsti prima della manovra di agosto, mentre l’altra metà è costituita da risparmi da mettere a disposizione del Ministero dell’Economia per la riduzione del debito pubblico. Che in parole povere, per un’amministrazione comunale virtuosa come quella di Modena, si traduce in una cifra che, per il triennio 2011-2013, supera i 100 milioni di euro: soldi depositati in cassa ma vincolati dal patto di stabilità e quindi non utilizzabili, ad esempio, per pagare fornitori od imprese, con effetti ulteriormente depressivi sulla congiuntura economica locale.“Dopo le manovre di luglio e agosto – tuona il sindaco – il sacrificio richiesto dal Governo agli enti locali è di molto superiore a quello preteso complessivamente dal comparto della pubblica amministrazione”. Una situazione folle ed insostenibile per il sindaco Pighi che spiega come, se la manovra non verrà radicalmente modificata, saranno necessari tagli drastici ai servizi. “Anche un aumento dell’addizionale Irpef, che comunque in città potrebbe salire fino ad un massimo di 0,3 punti percentuali – chiarisce infatti il primo cittadino – non servirebbe a molto, perché andrebbe a coprire non oltre il 40% dei nuovi tagli”.Per rientrare nei parametri della manovra, potrebbe non bastare nemmeno la dismissione del patrimonio immobiliare e delle partecipazioni nelle società partecipate. Questo secondo le le prime stime effettuate dal direttore generale e dal ragioniere capo. “Non vogliamo nemmeno pensare a come applicare la manovra del Governo: l’unico obiettivo ragionevole, infatti, è quello di cambiarla”.

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