Manodori, i sindacati uniti chiedono di azzerare i vertici


REGGIO EMILIA, 24 AGO. 2009 – Resettiamo la Manodori. E’ quanto chiedono, attraverso una nota congiunta, le segreterie reggiane dei sindacati Cgil, Cisl e Uil intervenendo sulla vicenda della Fondazione “giunta alla sua triste conclusione – si legge – lasciando sul terreno una quantità di macerie sotto le quali giacciono la coesione sociale e la capacità di concertazione delle forze politiche ed economiche del nostro territorio.”“La rottura del Tai (il tavolo unitario delle associazioni d’impresa) – procede il comunicato – ed il conflitto aperto con gli Enti locali, le probabili ripercussioni sulla attività della CCIAA, rappresentano quanto di più dannoso e pericoloso per la società reggiana, proprio nel momento in cui essa è colpita da una crisi di dimensioni preoccupanti.Tutto questo non è altro che il risultato ampiamente annunciato di una stagione di ripicche, di scontro tra “gruppi” trasversali agli schieramenti politici e molto spesso solamente funzionali a logiche di potere determinate dalla struttura stessa della Fondazione Pietro Manodori. CGIL, CISL e UIL denunciano da anni l’inadeguatezza, la logica feudale e spartitoria che regola la composizione del consiglio della Fondazione, una logica prevista da uno statuto fatto ad hoc per perpetuare in eterno una governance funzionale al mantenimento del potere derivante dal controllo di questa importante istituzione. Il risultato di questo stato di cose è la consegna della Fondazione Manodori al sevizio dei “poteri forti”, la resa delle amministrazioni pubbliche, da troppo tempo incapaci di coordinarsi sulle scelte strategiche di cui questa comunità ha bisogno, ed infine l’emarginazione del volontariato e del terzo settore, del mondo del lavoro, della cultura, cioè delle forze rappresentative di quella parte della società più vicina alle tematiche sociali, assistenziali e di promozione civile che costituiscono la missione statutaria della Fondazione medesima.L’appropriazione della Manodori da parte di due associazioni degli industriali locali risponde, più che alla sensibilità di prestare attenzione alla società reggiana e alla sua componente più debole, da un lato all’obiettivo del controllo degli equilibri bancari del mondo Unicredit e dall’altro a creare una sorta di contro-potere rispetto a quello rappresentato dagli amministratori pubblici eletti dai cittadini. A questo proposito, sconcerta la scelta del rappresentante della Curia reggiana di avallare questa lacerazione così abissalmente estranea alla logica del sevizio e del bene comune. CGIL, CISL e UIL non saranno silenziosi osservatori per i prossimi 5 anni di queste logiche che mediante veti incrociati cercano di bloccare le decisioni ed il governo della società reggiana. Il nuovo Consiglio della Fondazione, anche per le modalità con cui si è arrivati alla elezione della sua presidenza, non potrà essere capace di mettere in campo quella “cultura di comunità” necessaria per far fronte ai bisogni delle famiglie, delle imprese, delle istituzioni reggiane. Non si governa una fase di difficoltà come quella attuale perpetuando una logica di separazione tra gruppi di potere! Chiediamo quindi l’azzeramento del Consiglio della Fondazione Manodori e l’apertura di una stagione costituente per la definizione di un nuovo statuto, che sia in grado di rappresentare la comunità reggiana nel suo complesso, a partire – per quanto ci riguarda – dalla rappresentanza del mondo del lavoro, e poi di un programma di mandato per gli amministratori, ispirato alla estrema oculatezza nella gestione del patrimonio ed alla rigorosa imparzialità nella distribuzione sul territorio delle risorse disponibili.Può sembrare la nostra una richiesta forse troppo estrema – concludono Cgil, Cisl e Uil – ma la difficile situazione economica ed occupazionale richiede capacità di coesione e di attuare scelte condivise, anche innovative, a cui una Fondazione Manodori riportata alla propria funzione istitutiva, pur nel rispetto della sua autonomia, potrebbe fornire un prezioso contributo.”

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