Manodori, fondazione più povera dopo i crolli Unicredit


© TelereggioREGGIO EMILIA, 14 SET. 2011 – La partecipazione bancaria della Fondazione Manodori vale ormai meno del valore a cui era precipitata 9 anni fa, al culmine della crisi di Bipop. Nell’ottobre del 2002, al punto più basso della parabola del titolo Bipop, il pacchetto azionario della Fondazione reggiana valeva 140 milioni di euro. Oggi, con il titolo Unicredit poco sopra i 70 centesimi, la partecipazione della Manodori vale circa 110 milioni.  Con la differenza che oggi la Fondazione ha molti più titoli di allora: titoli che in parte ha ricevuto come dividendo sul bilancio 2008 e in parte ha acquistato negli anni scorsi spendendo più di 74 milioni di euro. Ma ormai neppure l’aumento del numero delle azioni riesce a compensare il crollo delle quotazioni.
La perdita di valore subita dalla partecipazione bancaria della Fondazione negli ultimi 5 anni è di circa l’85%: dai 767 milioni di euro del dicembre 2006 ai 341 del dicembre 2009 fino ai 110 di questo settembre 2011. Le quotazioni di Unicredit sono scese ampiamente al di sotto del valore di carico di 89 centesimi. Ancora alla fine dell’anno scorso il bilancio della Manodori aveva in pancia oltre 100 milioni di euro di plusvalenze implicite sui titoli Unicredit. Alle quotazioni di oggi, in pancia ci sono 25 milioni di minusvalenze potenziali.
I margini per una rimonta non mancano di certo, ma bisognerà vedere se e quando i mercati finanziari invertiranno la rotta. Entro la fine dell’anno i vertici del gruppo bancario prenderanno una decisione su un eventuale nuovo aumento di capitale. Sarebbe il terzo in tre anni. Fra il 2009 e il 2010 la Manodori ha già versato 20 milioni di euro e si è dovuta accontentare di un dividendo in azioni anziché in contanti. Ma questa volta potrebbe rispondere di no ad una nuova chiamata.

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