Manifestazione delle scuole bolognesi: aderiscono Pd e Rifondazione


BOLOGNA, 19 MAR. 2009 – "Il Pd di Bologna aderisce con piena convinzione all’iniziativa di protesta promossa dalle scuole bolognesi" domani pomeriggio sotto le Due Torri. Lo ha detto il segretario Andrea De Maria. "Abbiamo visto purtroppo – ha aggiunto – i primi risultati della fallimentare politica del governo sulla scuola, che ha portato incertezza e confusione nella scuola secondaria e ha disatteso fortemente le aspettative e le richieste delle famiglie per la primaria. E’ necessario riaffermare l’urgenza di un progetto che non si limiti ai tagli indiscriminati, ma ripensi i modelli educativi, valorizzando le tante esperienze consolidate alla luce delle trasformazioni sociali in atto, come il ‘tempo pieno’ e i ‘moduli’ messi ora fortemente a repentaglio, e accogliendo gli indispensabili contributi dei genitori e degli studenti". "Per questo – ha spiegato De Maria – domani parteciperò alla manifestazione con una delegazione del Pd di Bologna, insieme alla responsabile scuola Daniela Turci e al presidente del Forum scuola Davide Ferrari, e invito tutti i cittadini che hanno a cuore l’istruzione pubblica come investimento per la formazione delle nuove generazioni e per il futuro del nostro Paese a partecipare numerosi alla manifestazione". Anche il Prc di Bologna ha annunciato l’adesione alla manifestazione. "Nei mesi scorsi – rileva in una nota – abbiamo assistito ad una imponente mobilitazione contro la riforma Gelmini, in particolare contro il tentativo di riportare le scuole elementari indietro di decenni, con l’introduzione del maestro unico e l’abolizione del tempo pieno. A Bologna la riforma Gelmini è già stata bocciata dalle famiglie: i genitori hanno iscritto in queste settimane i propri figli per l’anno scolastico 2009-2010 e la stragrande maggioranza ha scelto il modello del tempo pieno, esprimendo così una scelta netta per l’istruzione pubblica e per un’offerta formativa di qualità. Ora occorre continuare a battersi per difendere la scuola costituzionale, anche attraverso gli enti locali, difendendo il tempo pieno, aumentando i fondi per la scuola pubblica e riducendo, fino all’azzeramento, i finanziamenti alle scuole private".

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