Mangiare per vivere


In collaborazione con ConsumatoriA vederla in positivo si può parlare di un sistema di controlli che, cifre alla mano, dimostra di funzionare decisamente bene ed è ritenuto il migliore d’Europa. Composto da una rete (legata strettamente alle strutture europee) che comprende Aziende sanitarie, l’Istituto zooprofilattico, i Nas dei Carabinieri e tanti altri tasselli.Ma a vederla in negativo, la stessa realtà, parla della continua scoperta di scandali, truffe e problemi legati a ciò che mangiamo, a prodotti rischiosi per la nostra salute, venduti senza rispettare le regole. E allora si capisce che spesso cittadini e consumatori non dormono sonni granché tranquilli.Per questo torniamo a parlare di sicurezza alimentare. Per provare a fare il punto della situazione. L’elenco di vicende che hanno allarmato i consumatori, dalle mozzarelle alla diossina in giù, è lungo assai. Anche se a volte, tra gli annunci catastrofisti con cui i problemi vengono presentati sugli organi di informazione e la realtà delle cose, una qualche differenza (in meglio) capita che ci sia.Ma vediamo qualche cifra, concentrandoci sul versante della prevenzione-repressione. Come detto l’Italia è al primo posto nell’Unione europea per quanto riguarda la sicurezza alimentare. Lo si evince dalla Relazione sul sistema di allerta comunitario per il 2008 pubblicata sul sito del Ministero della Salute in cui sono registrate tutte le notifiche pervenute dai paesi comunitari su alimentazione umana o animale risultata contaminata.Complessivamente, nell’anno 2008, l’Ue ha trattato 3.040 notifiche. Di queste, 1.662 hanno riguardato prodotti già distribuiti sul mercato, mentre i respingimenti ai confini sono stati 1.378. L’Italia, di notifiche, ne ha effettuate 468 (pari al 15,4%) risultando, come nel 2007 e nel 2006, il primo paese per numero di segnalazioni inviate. Dopo l’Italia viene la Germania (439 notifiche), la Gran Bretagna (343), seguite da Olanda, Polonia, Spagna e Francia.Per quanto riguarda l’origine, i prodotti italiani risultati irregolari (sempre secondo l’osservatorio Ue) sono stati 99 (70 nell’anno precedente), pari al 3.3% di tutte le notifiche, risultando cosi l’Italia il terzo Paese comunitario per numero di notifiche ricevute dopo la Germania e la Spagna. Considerando, invece, anche i paesi terzi non europei, lo Stato che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non regolari è la Cina (complessivamente 513) seguita da Turchia, Iran, India e Stati Uniti. Per quel che concerne l’attivitá di vigilanza in ambito nazionale, sono giunte 118 segnalazioni dagli assessorati alla sanitá, dalle Asl e dai Carabinieri per la sanità (107 nel 2007 e 186 nel 2006). Si assiste pertanto ad un numero di notifiche praticamente stazionarie rispetto all’anno precedente. Gli Uffici periferici del Ministero della salute hanno notificato 350 irregolarità (389 nell’anno 2007).Nell’ambito delle classi di alimenti analizzate, le irregolarità riscontrate sono sia di natura igienico sanitaria (contaminanti microbiologici, residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura formale-merceologica e anche etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario.I maggiori contaminanti chimici riguardano la presenza di micotossine, residui di fitofarmaci, metalli pesanti e migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, questi ultimi leggermente in calo rispetto al 2007. Si è assistito, inoltre, ad un aumento della contaminazione da melamina in prodotti alimentari, con un numero di notifiche di allerta in notevole incremento (58 notifiche contro le 14 dell’anno precedente che riguardavano solo l’alimentazione animale). Per quanto riguarda la presenza di alcuni additivi, si segnalano in particolare le 70 notifiche per presenza di elevati livelli di solfiti. Le irregolarità, segnalate nell’anno 2008, riguardano in modo preponderante merce con etichettatura non regolamentare dal punto di vista sanitario, assenza di certificazioni sanitarie, cattivo stato di conservazione. Tra queste notifiche si segnalano le importazioni illegali di prodotti alimentari (10), l’immissione sul mercato di novel food non autorizzati e la presenza di OGM non autorizzati (34 notifiche).© 2009 Consumatori – il mensile dei soci Coop

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