Maltempo. Danni ingenti dopo la piena del Po


PIACENZA, 29 APR. 2009 – Verso le 19 di ieri la temuta onda di piena del Po è passata a Piacenza. L’acqua è arrivata due metri e 30 centimetri sopra il livello di guardia (cinque metri) ma restando lontana dai 10.5 metri della piena-record del 2000. La forza del fiume è arrivata nella zona della città già depotenziata dalla rottura di un argine nel Lodigiano. Po, pioggia e vento, pur in una situazione meteo migliorata durante la giornata, hanno però lasciato dopo giorni di maltempo incessante una lunga scia di danni e difficoltà. Onde di altezza fra i quattro e i cinque metri alimentate da raffiche di scirocco oltre i 70 km/h hanno asportato fino a 50 centimetri di arenile nella costa delle province di Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena. Un peschereccio, ormeggiato nel porto canale di Cesenatico, è affondato ieri sera. In Emilia-Romagna grande impegno e allerta per personale dell’Aipo e della Protezione civile. Nel Reggiano strade chiuse e allerta della Protezione civile; nel Ferrarese, a Tresigallo, sono state necessarie le idrovore della Protezione civile; nel Piacentino, dove sono arrivati anche molti curiosi per vedere il grande fiume in piena, sono rimaste interrotte sei strade provinciali e una decina di strade comunali. Tecnici della Protezione civile e degli enti locali sono intervenuti per creare passaggi alternativi. In molti Comuni ci sono stati danni alle abitazioni private e alle attività produttive. Squadre di volontari sono intervenute a Borgonovo e Cortemaggiore per gli allagamenti causati dalle esondazioni dei torrenti Arda e Tidone.A Piacenza l’acqua ha sommerso la sede della Società canottieri Nino Bixio causando danni per centinaia di migliaia di euro. Anche la sede galleggiante dell’associazione motonautica cittadina, con annessi gli otto motoscafi che vi erano attraccati, è affondata. La sede della ‘Map’ (Motonautica Associazione Piacenza), una casetta galleggiante con pontile e un piccolo bar situata sotto il ponte stradale sul fiume, aveva circa trent’anni di vita e aveva resistito ad altre piene più consistenti, come quella del 2000. Qualche oggetto trasportato dalla forte corrente del Po potrebbe aver danneggiato i galleggianti della struttura, o i tiranti che tenevano ancorata la sede ai piloni del ponte, provocando l’affondamento. La casetta si trova ora ad una profondità di diversi metri.In provincia diverse abitazioni sono state evacuate e molti sono stati i problemi anche nel Parmense. E i danni sono stati limitati anche per gli interventi realizzati negli ultimi anni, ha spiegato Demetrio Egidi, che guida la Protezione civile dell’Emilia-Romagna. Tra sabato e domenica, con previsioni meteo incoraggianti, la piena dovrebbe arrivare nel delta e quindi in Adriatico.

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