Malaguti, smobilitazione di un mito


CASTEL S.PIETRO TERME (BO), 14 SET. 2011 – Dopo ottant’anni arriva a fine corsa la Moto Malaguti. L’azienda di Castel San Pietro, dopo il blocco della produzione dello scorso aprile, è sul punto di chiudere. Per 160 dipendenti è infatti arrivata la richiesta di mobilità. Al lavoro rimarranno soltanto diciassette impiegati che si occuperanno della parte commerciale.Le speranze di un rilancio della Malaguti sono sempre più ridotte al lumicino. A fine ottobre scade la cassa integrazione straordinaria e l’azienda non ha ancora trovato acquirenti. Il risultato di questa disastrosa situazione sarà il licenziamento dei lavoratori per cessazione parziale dell’attività, una procedura che è già stata avviata e partirà agli inizi di novembre.Il capogruppo Fds in Regione, Roberto Sconciaforni, ricorda che lo scorso aprile la produzione era stata bloccata e i lavoratori messi in cassa integrazione. "Se è sicuramente vero che a Bologna la crisi del motociclo è grave – commenta – non si esce però da questa crisi abbandonando i lavoratori, le loro famiglie e le comunità in cui vivono. Servono investimenti su formazione e innovazione del prodotto, cosa che troppo spesso imprenditori locali rinunciano a fare per inseguire facili profitti. Già più volte i sindacati hanno denunciato la grave situazione della Malaguti, proponendo diverse opzioni per rilanciare la produzione, mentre le istituzioni, a partire dalla Regione, si sono pronunciate per salvare i posti di lavoro. E’ necessario che la Regione Emilia-Romagna in tempi brevi convochi il tavolo di crisi coinvolgendo le parti sociali, affinché sia impedito ai proprietari della Malaguti di chiudere".

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