Malaguti in crisi, sindacati in allerta


CASTEL SAN PIETRO (BO), 25 FEB. 2011 – In moto (è proprio il caso di dirlo) da più di 80 anni, dall’inizio del 2009 ad oggi la storica azienda Malaguti di Castel San Pietro ha registrato un calo di produzione del 50%. La proprietà, messa con le spalle al muro da numeri che non lasciano scampo, si trova ora costretta a cercare degli acquirenti a cui cedere l’attività o da cui farsi affiancare, perchè così non si può più andare avanti. Ma a farne le spese potrebbero essere i 170 dipendenti.I sindacati già da tempo si sono attivati per cercare di capire la direzione presa dalla famiglia Malaguti. "In realtà la Malaguti è in cassa integrazione ordinaria da due anni – dice Giuliana Righi della Fiom Cgil – Ma la settimana scorsa la situazione è precipitata. Ci hanno detto che devono fermare la produzione in attesa di un compratore, o comunque di un partner, perché in questo momento di crisi non è più possibile produrre"Il 4 marzo nella sede della Provincia di Bologna si terrà il primo tavolo fra le parti sindacali, il Comune di Castel San Pietro e l’azienda. L’incontro segue quello dello scosro ottobre, in cui è stato concesso un periodo di cassa integrazione straordinaria. E l’impressione è che sarà il primo passo di un percorso lungo e impervio, anche se Antonino Malaguti pochi giorni ha rassicurato i suoi dipendenti. "La situazione è delicata ma sotto controllo, l’azienda è sana – ha detto – ci sono trattative avanzate in corso e alcuni interessamenti importanti"."La Malaguti ci preoccupa, come un po’ tutto il settore delle moto" aveva fatto sapere il segretario bolognese della Fiom Bruno Papignani. Ma Malaguti ha ggiunto: "Cerchiamo un partner forte a cui cedere quote importanti della società, qualcuno che voglia lavorare in Italia per darci una mano, fare investimenti e ampliare le vendite all’estero. Tutto dipenderà dal progetto che ci viene presentato. Il mercato continua a calare e non ci aiuta, ma l’azienda è sana".

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