Mafia in edilizia, firmato un protocollo per contrastarla


5 MAR. 2012 – Mattone anti infiltrazione. Non tanto contro l’umidità, quanto contro i tentacoli delle mafie, che sempre più giungono a contatto con l’economia emiliano romagnola. Uno dei settori da sempre più contagiato è l’edilizia. Metterlo al sicuro è il principale obiettivo di un protocollo firmato stamattina a Rimini dalla Regione e dai Prefetti dell’Emilia-Romagna. Un documento che completa l’attuazione della legge regionale 11 del 2010."Un passo avanti per estendere estendere le cautele antimafia anche nel settore privato", ha spiegato il presidente Errani. "Stiamo lavorando anche per elevare la sensibilità culturale del territorio e dei suoi protagonisti, affinché si affianchino e sostengano il grande lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura – ha aggiunto il presidente Errani -. Questo protocollo ci vede tutti impegnati in un’unica direzione. Uno dei valori di questo Paese, che deve essere rimesso al centro, è la leale collaborazione tra istituzioni, senza primogeniture o protagonismi. Un modo perché il sistema sia più efficiente e all’altezza nel rispondere alle esigenze della società, delle imprese e dei cittadini. Questa pratica, in Emilia-Romagna, come si vede è reale e non è un percorso occasionale".Il Protocollo – che ha durata di due anni a partire da oggi ed è rinnovabile per un ulteriore biennio – va a completare l’attuazione della legge regionale 11 del 2010 che ha introdotto disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata. Inoltre, nel 2011, la Regione si è dotata anche di una legge per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.Tra gli obiettivi principali dell’accordo sottoscritto, incrementare le misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa anche nel settore dell’edilizia privata, dematerializzare gli adempimenti, migliorare lo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni per garantire una maggiore efficacia dei controlli, utilizzando appositi indicatori di anomalia degli appalti.Con esso le Prefetture si impegnano a considerare, tra i soggetti legittimati a richiedere la documentazione antimafia, anche le imprese affidatarie ed esecutrici di lavori per i quali è rilasciato dai Comuni il permesso di costruire nel settore dell’edilizia privata. In caso di costruzioni di rilevante entità economica, il Protocollo intensifica i controlli antimafia, coinvolgendo l’Anci Emilia-Romagna nella definizione di ambiti e modalità di svolgimento delle verifiche stesse.La Regione si impegna a richiedere al Prefetto competente le informative antimafia per le imprese che intendono partecipare ai bandi della Regione che concedono finanziamenti e/o contributi per la realizzazione di opere. Nel caso in cui la società o l’impresa abbia sede legale in altra regione, la Regione Emilia-Romagna inoltrerà la richiesta di informazioni alla Prefettura-Utg competente per territorio, segnalando che la stessa è effettuata in attuazione di questo Protocollo. Se a carico delle ditte richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la Regione procederà all’esclusione di tali soggetti dai finanziamenti.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet