Mafia, con la crisi aumenta il rischio infiltrazioni in regione


©Trc-TelemodenaMODENA, 21 SET. 2011 – Con la crisi aumentano i rischi di infiltrazioni malavitose nella nostra economia. A lanciare l’allarme è oggi la Cgil di Modena. Partendo dai mancati pagamenti dovuti a tanti lavoratori di piccole imprese, il sindacato ha scoperto il caso di venti aziende acquistate o prese in affitto dalla stessa famiglia di imprenditori pugliesi, qualcuna finisce subito in liquidazione, altre, scopre il sindacato, vengono intestate a persone che risultano essere malati terminali e successivamente cedute o affittate ad imprese registrate in Polonia. Un giro dell’oca che per Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil regionale, potrebbe nascondere operazioni illecite come il riciclaggio e la pulizia di capitali. Insomma, accanto ai diritti calpestati, alle retribuzioni negate, ai Tfr spariti o ai contributi mai versati, i sospetti di infiltrazioni malavitose nella nostra economia si fanno più concreti. E poi c’è l’altra parte della medaglia, la crisi che colpisce le famiglie. I numeri fanno paura anche a Modena, un territorio dove il lavoro fino a qualche anno fa non mancava. Le famiglie si stanno indebitando, pagare il mutuo diventa sempre più difficile e così, dal 2007 in poi, sono aumentate in maniera esponenziale le esecuzioni immobiliari: non paghi le rate e allora perdi la casa. 812 i pignoramenti eseguiti nel 2010, 441 solo nel primo semestre di quest’anno.Poi ci sono i fallimenti: 108 quelli dichiarati nei primi 8 mesi di quest’anno e lo scorso anno furono addirittura 180, aziende del settore edile, ceramico e metalmeccanico soprattutto: “Il numero dei fallimenti è significativamente aumentato in questi ultimi anni a causa del perdurare della crisi che stiamo vivendo; di contro in Tribunale il personale è stato ridotto” – commenta Alessandro Clò, presidente Ordine commercialisti di Modena. Di rincalzo Eleonora De Marco, presidente del Tribunale: “La crisi ci ha distrutto, aumentano i recuperi credito, le esecuzioni immobiliari e ci sono sempre meno risorse, per non parlare delle riforme, quelle fatte sono inefficaci”.

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