Macfrut, parlano gli esperti


CESENA, 25 SET. 2009 – Macfrut è un grande momento di incontro dove si fanno affari e si valutano le prospettive dell’ortofrutticoltura. Anno dopo anno è diventato l’appuntamento più importante del Mediterraneo nel settore e uno dei maggiori a livello mondiale, anche grazie alle personalità ed agli operatori che lo frequentano, partecipano ai Convegni, portano le proprie esperienze come produttori, fabbricanti di macchinari ed attrezzature ed esperti. E proprio in vista della nuova edizione, che si terrà a Cesena dal 7 al 9 ottobre, gli organizzatori della rassegna hanno deciso di contattare quattro operatori, per analizzare insieme a loro il futuro di un settore così importante per l’alimentazione e per l’ambiente.ORTOFRUTTICOLA IN CRISI: QUALI RIMEDI?Gianni Amidei, consigliere delegato Alegra e direttore generale Agrintesa, ritiene che sia il settore agricolo in generale ad attraversare un momento difficile, provocato dalla crisi economica e da una frammentazione dell’offerta a fronte di una distribuzione sempre più concentrata ed organizzata. Ci sarebbe inoltre bisogno, secondo lui, di "un intervento politico a livello comunitario che rimoduli alcune azioni dei piani operativi ed introduca nella fase del commercio metodi comportamentali capaci di aiutare a determinare basi di prezzo precise ed eque"."Sicuramente abbiamo l’obbligo di fare maggior attenzione ai costi legati alla capacità produttiva e commerciale al fine di poter affrontare il mercato in maniera più aggressiva e migliorare la nostra performance e competitività a beneficio dei nostri clienti.". E’ questa invece la ricetta di Paolo Mauti, del Consiglio Direttivo di Fruttital Distribuzione (GF Group), che auspica uno sforzo comune nel momento in cui si inizieranno a vedere dei segnali di ripresa, per realizzare "una campagna verso l’opinione pubblica in cui si rilancino le caratteristiche dell’ortofrutta puntando sui benefici del suo consumo". Gli fa eco Renzo Piraccini, Direttore Generale di Apofruit, che ritiene necessaria "un’azione concertata tra i produttori" per ritirare dal mercato quei surplus congiunturali di prodotto nati durante l’estate in seguito ad un calo dei consumi e, di conseguenza, delle quotazioni. Il direttore del Cso Luciano Trentini considera invece la maggior quantità di prodotto disponibile sul mercato come un "effetto delle alte temperature che hanno concentrato la raccolta di alcune varietà in un lasso di tempo più breve". La crisi economica, comunque, "spinge i consumatori a ridurre la spesa per i beni che non sono di prima necessità", ma negli ultimi anni sono intervenute anche "nuove logiche commerciali che consentono di fare leva sul prezzo ed in grado di penalizzare pesantemente l’impresa agricola". Bisogna quindi, secondo Trentini, costituire una "cassa di resistenza" per intervenire in modo organizzato ritirando dal mercato il prodotto eccedentario con l’obiettivo di riequilibrare il mercato. Inoltre è necessario favorire l’esportazione dei prodotti ortofrutticoli nei paesi terzi garantendo le imprese dai rischi di insolvenza attraverso una assicurazione dei crediti. LE OPPORTUNITA’ OFFERTE DA MACFRUT"Macfrut rappresenta sicuramente un utile momento di incontro tra gli operatori ed una importante occasione per la commercializzazione dei prodotti, ma per risolvere questa crisi è necessaria una precisa azione politica, da parte dello Stato e della Comunità Europea", insiste Amidei.Mentre Mauti apprezza "gli sforzi compiuti per far acquisire rilevanza alla rassegna che in questi ultimi anni abbiamo visto aumentare di interesse a livello internazionale". Diventa quindi importante "stimolare la partecipazione di sempre più operatori dall’estero", proprio perchè la manifestazione "sta aumentando di autorevolezza e di rilievo". Piraccini ricorda che durante la fiera sono previsti incontri, tra operatori e Organizzazioni di Italia, Francia e Spagna, per mettere a punto una proposta da presentare alla Unione Europea per risolvere il problema della gestione dei surplus e dei ritiri dal mercato. "In caso contrario – avverte – i rischi per la filiera estiva sono enormi perché è sufficiente un modesto surplus per provocare una caduta dei prezzi vertiginosa".Ma prima dell’inaugurazione di Macfrut, quest’anno il Cso ha organizzato, insieme alla Regione Emilia-Romagna ed a Cesena Fiera, il primo summit europeo dell’ortofrutta, che vede insieme i principali attori della filiera ortofrutticola europea che si confrontano per ricercare insieme soluzioni commerciali che in futuro dovranno creando nuove opportunità  garantiscono maggiore tranquillità al sistema. "Si discuteranno i risultati ottenuti dalla commercializzazione della frutta estiva, è il caso delle fragole, delle pesche e nettarine ma anche di cosa si potrà prevedere per le produzioni autunnali come le mele, le pere, il Kiwi – spiega Trentini – Oggi dobbiamo credere ad un Macfrut rinnovato che, puntando alla innovazione, di prodotto e di processo, consentendo ai visitatori di cercare quelle nuove soluzioni tecniche in grado di garantire ai consumatori prodotti sempre più sicuri e prezzi competitivi".

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