M. Burani, terzo sciopero per scongiurare il fallimento


CAVRIAGO (RE), 4 MAR. 2010 – Si respira un clima di apprensione tra i lavoratori del gruppo Mariella Burani di Cavriago. Stamattina si è tenuto il terzo sciopero nel giro di poche settimane. Braccia incrociate per quattro ore, dalle otto a mezzogiorno. I dipendenti sono preoccupati, si ritrovano a lavorare per un’azienda vicina alla liquidazione senza sapere nulla sul loro futuro. Con le dimissioni del consiglio di amministrazione del gruppo è sfumata l’ipotesi del concordato preventivo, ovvero della possibilità per la proprietà di ristrutturare i debiti. Ora, per i sindacati, la soluzione migliore per garantire la continuità della produzione e dell’occupazione è l’amministrazione straordinaria.Una delegazione domani sarà a Roma al ministero dello Sviluppo economico. Sul tavolo ci saranno il futuro della società, su cui gravano quasi 500 milioni di euro di debiti, e il destino degli oltre duemila dipendenti, 210 solo a Cavriago. Nell’unità produttiva a pochi chilometri da Reggio Emilia già dalla prossima settimana si faranno sentire sulle attività produttive i problemi legati all’incertezza circa i futuri assetti societari.L’ipotesi dell’amministrazione straordinaria verrà esaminata dal tribunale di Reggio il 16 marzo. "La chiediamo in quanto qui si sta giocando con la pelle di centinaia di lavoratrici e lavoratori", dice Gregorio Villirillo segretario generale della Filtea Cgil di Reggio Emilia. "Chiediamo chiarezza – continua – rispetto a un progetto industriale che l’azienda vorrà proporre rimandendo convinti che qualsiasi ipotesi debba essere portata avanti per scongiurare la possibilità di un fallimento".

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