M. Burani, ancora 48 ore


REGGIO EMILIA, 16 MAR. 2010 – Ancora poche ore, domani o dopodomani, e si saprà quale sarà il destino della casa di moda Mariella Burani Fashion Group. Il giudice fallimentare di Reggio Emilia, Luciano Vallotti, chiamato stamattina a decedere sullo stato di insolvenza chiesto dalla Cassa di Risparimio di Cento, si è riservato di decidere entro 48 ore. La scelta è tra amministrazione straordinaria oppure concordato preventivo. La prima opzione è sollecitata dal ministero delle Attività produttice e dai sindacati che la ritengono la più opportuna per tutelare gli interessi dei circa 2000 dipendenti del gruppo. La seconda strada (concordato preventivo), è invece caldeggiata dalla proprietà. L’amministratore delegato Gabriele Fontanesi ha sostenuto la speranza di continuità aziendale, escludendo per il momento la cassa integrazione. Il tempo di rinvio della decisione è stato desunto da Giovanni Luigi Saporito, liquidatore di Mariella Burani Family Holding, e dal presidente di Mariella Burani Fashion Group Giuliano Tagliavini. Il giudice fallimentare Luciano Varotti si era ritirato in camera di consiglio dopo aver incontrato i vertici della società di Cavriago.Spetta dunque a Varotti decidere se ammettere la società all’iter che porterebbe alla procedura di amministrazione straordinaria. Nel caso le due modalità possibili sono quella della legge Prodi Bis, oppure della legge Marzano entrambe concepite per salvare aziende in grave crisi (sono 500 milioni di euro i debito solo per la società operativa Mbfg).Il presidente Tagliavini non ha nascosto il clima di preoccupazione vissuto dai dipendenti dell’azienda: "si respira aria di attesa, di speranza di poter continuare a sviluppare le attività anche se è sempre più difficile col passare dei giorni". "I dipendenti – ha aggiunto Tagliavini – sanno che abbiamo lavorato in tutti questi mesi per cercare di dare continuità all’azienda e che abbiamo cercato sempre, per quanto possibile, di pagare gli stipendi".Intanto procura di Milano e Guardia di finanza di Reggio Emilia proseguono nell’inchiesta sulle cause del dissesto nella quale sono indagati Walter Burani e il figlio Giovanni.

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